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La sobrietà di Cristina Comencini

Questo articolo di Angela Azzaro non mi convince. Attribuisce in modo diretto o indiretto una serie di cose alla Comencini, ma non si capisce perchè. Da cosa sono tratte queste cose? La Comencini non ha il senso della relatività del suo punto di vista? Non può esprimere un modello senza perciò volerlo imporre a tutto e a tutti? Siamo sicuri che esprima un modello e non una semplice correzione ad una situazione squilibrata, per cui qui e ora ha senso essere e mostrarsi sobrie?

Le minigonne e i tacchi a spillo le si potrebbe voler portare con leggerezza e ironia dentro un convento, perchè desiderare di farlo dentro un bordello? Un bordello è l'universo femminile rappresentato dall'immaginario berlusconiano. E' a quello che ci si rapporta. E se una donna vi aderisce non è libera di farlo? Certo che si. Anche un operaio che va a lavorare il giorno dello sciopero, fa il crumiro, aspira a diventare capo reparto, è libero di farlo. Posso criticarlo, o solo per questo divido la classe operaia e impongo la dittatura del proletariato?

La libertà (formale) va data per scontata. Si può allora andare un po' oltre la constatazione acritica del modo in cui viene usata. L'articolo esprime un filone apprezzato dal Foglio, descritto più ampiamente nell'articolo censurato da Alfabeta2, che ritorna anche nel testo sul velo. Siamo in Italia, in Europa e non in Afghanistan. Rispetto alle veline invece è come se fossimo nel nostro Afghanistan. Avrà un significato identitario far la velina in Arabia Saudita o la donna velata in Europa, ma non il contrario. Quel filone dice che l'emancipazione può passare anche attraverso ruoli ritenuti subalterni. E siamo d'accordo e non da oggi. Persino la prostituzione poteva essere un percorso di libertà. La prostituta era la donna di mondo, più colta e più libera di tanti angeli del focolare. Non per nulla donne emancipate venivano (e succede ancora oggi) apostrofate come puttane. Fatta la constatazione, c'è però da chiedersi come mai una donna per emanciparsi, liberarsi, affermare se stessa decida di passare per quei ruoli. Una donna con il burqa può finalmente uscire di casa e ne siamo contenti, ma perchè deve mettersi il burqa per uscire di casa? Divieto a parte, c'è poi un modello, un contesto, un sistema da criticare?

Ad Angela Azzaro non piace Cristina Comencini. Invece le suscita grande entusiasmo Marina Terragni, per la sua presa di posizione contro «Femminismo a sud». Quella sullo sdoganamento di Casa Pound è una parentesi, ma neanche tanto, perchè per accettare con leggerezza e ironia qualsiasi cosa, si finisce per accettare anche i fascisti e le fasciste. Chissà che non sia anche quello un percorso di emancipazione e affermazione di sé. Salvo poi categorizzare come "terroriste" quelle che si contrappongono a questa impostazione. Che si calzi con leggerezza e ironia anche un passamontagna.

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