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I troll e i flamer della libertà

Esistono discussioni sempre verdi. Una di queste è: si possono tollerare gli intolleranti? Oppure, si devono tollerare gli intolleranti? Perchè c’è anche da scegliere su come impostare la discussione: sul piano dell’opportunità o sul piano dei principi. Sul piano dell’opportunità io non sono per correre a sciogliere d’autorità tutte le organizzazioni naziste, fasciste o razziste. Potrebbe essere controproducente. Valuterei caso per caso. In linea di massima, cercherei di lasciar sopravvivere. Altra cosa però è mettersi a proclamare il diritto, la libertà di essere fascisti, scrivendo articoli, firmando appelli, ribadendo quello che si è scritto e firmato anche dopo una strage.

A lato della polemica tra Marina Terragni, «Gli Altri» e «Femminismo a sud», il blog Metilparaben ha scritto un post in cui spiega «Perchè sono contrario a chiudere Casapound» (15.12.2011); poi ha scritto il post «Fiancheggiatori della democrazia» (23.12.2011), in simpatia con coloro che sostengono la libertà di essere fascisti; poi ha intervistato Emanuele Toscano, un “sociologo di sinistra”, per dirci: «Che errore chiudere Casapound»; oggi ha scritto il post: «Un nervo scoperto», che sarebbe, non il suo, ma quello di chi vorrebbe creare un tabù sul tema di ammettere la libertà di espressione anche per le opinioni (le chiama proprio così) dei fascisti.

Riguardo l’argomento posto e riprosto da Metilparaben, non mi sento di rimproverare violazioni di alcun sacro principio. Semmai una certa ridondanza, a cui partecipo anch’io come commentatore. E poi il ribadire più che l’interloquire. Non ho trovato in questo ultimo post alcuna risposta alle tante obiezioni fatte ai post precedenti, anche da altri intervenuti. Evidentemente, la si pensa in modo diverso e ciascuno resta della sua opinione (mi fa un po’ impressione adesso usare questa parola). Non mi pare sia in atto una corsa a chiudere alcunché. Non capisco l’esigenza di questo catenaccio quasi quotidiano. Salvo la passione per l’argomento. E per il posizionamento.

Nel merito dico questo. I tabù non sono sempre e soltanto cose negative. Alcune cose non possono essere razionalmente confutate e sono perciò inibite con dei tabù: il desiderio di amoreggiare con la propria madre. L'idea che gli ebrei vadano gasati, allo stesso modo non può essere confutata, può essere solo inibita. Queste idee non sono opinioni, sono minacce alla convivenza civile.

Tale carattere di minaccia non può essere stabilito in assoluto, poichè non c'è un dio che lo decide o un’autorità superiore ai contendenti. Può essere stabilito da un contratto sociale che voglia essere inclusivo anche degli ebrei. Dico gli ebrei come potrei dire i neri, i rom, i gay, etc. Dal punto di vista di chi non appartiene a nessuna di queste categorie, di chi non corre il rischio di essere capro espiatorio, la questione è puramente etica o estetica. O di immagine di sé.

In nome di una malintesa libertà, si può concedere piena libertà a fascisti e razzisti e poi, poco importa se ciò concretamente limita la libertà delle loro vittime potenziali. Per me Casapound può esistere, esprimersi, e manifestare come meglio crede. Anche a Firenze. Tanto io non sono senegalese. Teorizzare l’inferiorità dei neri è soltanto una opinione per me, che da bianco posso discutere democraticamente con altri bianchi.

Su Facebook è stata rivolta a Metilparaben una domanda molto arguta: «Se sei a favore della libertà di espressione sempre, senza se e senza ma, perché i commenti al tuo blog sono moderati?» Alessandro Capriccioli risponde: «Perché c'era gente che faceva spamming brutale e impediva, di fatto, di fruire del blog. Direi che l'esempio è calzantissimo: quei troll non esprimevano opinioni, ma finivano per impedire agli altri di farlo». Risposta più che condivisibile, ma che non risolve la contraddizione. Chi si oppone al principio della libertà di espressione per fascisti e razzisti, pensa esattamente questo: che fascisti e razzisti siano in una società democratica, quello che troll e flamer sono in un blog. Alessandro Capriccioli potrebbe provare a spiegarci cosa c'è di sbagliato in questo parallelo.


Riferimenti:

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