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Servizio Pubblico e libero dal duopolio Rai-Mediaset



Il 3 novembre Michele Santoro ha raggiunto l'apice del coinvolgimento del suo pubblico in oltre vent'anni di carriera, mettendo in onda la prima puntata di Servizio Pubblico, il nuovo nome di Annozero (e di "Comizi d'amore"). Apice raggiunto per due motivi distinti dai contenuti e dall'andamento della trasmissione. Ha realizzato tre milioni e seicentomila spettatori, il 14% di share, senza essere la Rai, nè Mediaset e neppure la 7. Solo sul satellite di Sky, su tante emittenti locali e su Internet. La televisione senza la televisione. E, in secondo luogo, in condizione di assoluta libertà, senza controllo politico o editoriale. Senza l'obbligo di avere un disturbatore a far da contraddittorio a Luigi De Magistris, Paolo Mieli, Vauro. Magari, prima o dopo riavremo anche i La Russa, le Santanché, i Ghedini e i Belpietro, ma sarà una scelta e non una imposizione. Franco Bechis, vicedirettore di Libero, ospite in studio, sembrava una persona urbana e civile. Lo studio, un cantiere. Ne è risultata una puntata sobria, serena, giocherellona, a tratti persino un po' noiosa. Durata più di tre ore, un tempo interminabile per un internauta. 

Il tema, un po' inflazionato, ma unificante per il popolo di Annozero e dintorni, dai girotondi ai grillini, quello della famigerata casta, i cui numeri comunque fanno sempre impressione. Così come allibisce, pur senza aggiunger molto a quello che già sapevamo e immaginavamo, la testimonianza di Chiara Denise, ascoltata quando ormai tutta la nostra compassione era già stata razziata dai racconti di Valter Lavitola e dalle sue telefonate con Giampaolo Tarantini. Data la crisi che si annuncia lunga negli anni a venire, il programma della questione morale, dovrà presto trovare un secondo baricentro nella questione sociale. Gli ci vorrebbe un Marco Travaglio "economista". Il venir meno del continuo conflitto con il direttore Masi e con i vigilantes della Rai, dei continui tentativi messi in atto dal capo del governo in giù per chiudere Annozero, potrebbero far perdere interesse al nuovo programma, ma non è detto: dipenderà dall'incisività degli argomenti e delle inchieste. E quel che si perde in rissa potrebbe essere riguadagnato in riflessione.

Sbarcato in rete, il format televisivo resta sostanzialmente televisivo. Integrato con i sondaggi e i commenti di Facebook, almeno per il momento non è sufficientemente interattivo per gli internauti. E su questo punto si concentrano le principali critiche nella blogsfera. Diamo tempo al tempo. Il primo sondaggio, quello sul governo, troppo scontato nel suo esito per un popolo militante, voleva forse mettere a confronto l'orientamento del popolo di Servizio Pubblico (Il governo se ne deve andare e basta) con quello della Confindustria (Il governo faccia le riforme o se ne vada). Vinto a sinistra il sondaggio sulle pensioni: non si toccano. E vincono sul governo istituzionale le elezioni anticipate in caso, sempre più probabile di crisi. Qui, forse solo per errore, è stato però precisato, facendo leva sui commenti, "a condizione che" vi sia la riforma elettorale, quasi cambiando il senso del responso, come se in mancanza di questa condizione fosse preferibile il governo tecnico, magari solo per farla questa riforma.

Fa arrabbiare che il sito di Servizio Pubblico usi il software proprietario per Windows discriminando gli utenti di Linux.

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