Post più vecchio Post più recente

Delazione, la denuncia con il passamontagna

Sono favorevole a documentare e denunciare sul piano dell'informazione, le violenze e gli abusi della polizia, ma attraverso questo metodo sarei contrario ad organizzare una generica campagna di identificazione dei singoli poliziotti. Altra situazione è la soluzione di casi specifici.

Si vuole denunciare un caso specifico? Va bene, ma è giusto che l'accusato possa confrontarsi con chi lo accusa. La differenza tra chi presenta una denuncia e chi fa la spia sta nell'anonimato. L'appello alla delazione è un appello alla denuncia anonima. Una denuncia con il passamontagna.

C'è sempre la possibilità che la persona denunciata o individuata a seguito di denuncia sia la persona sbagliata. Come c'è anche la possibilità che i documenti che lo accusano siano falsi, difettosi, manomessi. Cosa molto fattibile con una registrazione o con un video. Quindi, è necessario che l'accusato sia messo nelle condizioni di misurarsi con un'accusa circostanziata e con un accusatore certo.

Foto e video li postiamo tutti su Facebook, sui blog, sui forum. Spesso con il metodo della condivisione, per cui la stessa persona che posta non è in grado di valutare adeguatamente il documento che fa circolare. Un conto è farlo immedesimandosi in un cronista, un conto è farlo immedesimandosi in un investigatore, magari sollecitando testualmente l'identificazione, l'arresto delle persone esibite. Questo non è sano. Poi, le autorità possono anche aiutarsi con tutto questo materiale, valutare cosa sia attendibile e cosa no. A ciascuno il suo mestiere, ma non è sano fare l'opinione pubblica delle manette, ancor meno sollecitare questo tipo di opinione pubblica. Se e quando mostro, in foto in video, una carica della polizia, penso di fare una denuncia informativa, non di avviare una causa penale.

La denuncia anonima è delazione, ma da sola non basta per fare la caccia alle streghe. Ci vuole anche la persecuzione di un gruppo ideologico, religioso, etnico, sociale, identificato con un pericolo pubblico e delle leggi restrittive nei confronti del gruppo stesso o nei confronti di tutti al fine di esser certi di colpire quel gruppo. Quindi, delazione, più persecuzione, più leggi restrittive, fanno la caccia alle streghe.

Potrebbe esserci un principio di caccia alle streghe se la polizia dicesse: "Un romeno ha stuprato una donna, aiutateci a individuarlo (ovvio, tra i romeni). Oppure, estendendo il caso ad una serie indefinita e generica: "In questa zona ci sono troppe violenze e molestie, aiutateci a individuare i colpevoli". Così si crea un clima di sospetto nei confronti di ogni persona, che per un motivo o per l'altro, potrebbe essere ritenuta un potenziale molestatore.

Riguardo i fatti di Roma, l'appello alla delazione non è venuto dalla polizia, che di materiale ne può trovare già quanto ne vuole, ma dalla politica. Vuoi da quella parte che desidera in modo molto solerte dissociarsi dalle violenze, vuoi da quell'altra parte che pensa di approfittare delle violenze per limitare le garanzie e le libertà democratiche. Possono non essere d'accordo, però una cosa fa gioco all'altra. Tu dici "In galera, in galera, in galera!" E Maroni ti fuori dal cappello gli arresti preventivi.

Leave a Reply

Powered by Blogger.
© 2010 Massimo Lizzi Suffusion theme by Sayontan Sinha. Converted by tmwwtw for LiteThemes.com.