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Indignati, no alla violenza (incappucciata o in divisa)



Oggi a Roma, un centinaio di incappucciati ha monopolizzato con violenze e devastazioni la manifestazione di centinaia di migliaia di indignati contro le politiche finanziarie che redistribuiscono il reddito alla rovescia. Il movimento ha reagito isolando, contestando e condannando i violenti, difendendo il carattere pacifico della propria protesta. Ma gli incappucciati hanno potuto agire indisturbati per molto tempo e quando la polizia è intervenuta ne hanno fatto le spese anche i manifestanti. Un ragazzo investito da una camionetta, una ragazza manganellata in piena faccia, cariche e idranti sui cortei. E non sono mancate violenze e abusi sugli stessi violenti quando ormai non erano più necessarie. Come a Genova nel 2001, la gestione dell'ordine pubblico è stata inetta o funzionale a far degenerare e fallire la manifestazione.

Mi associo alla condanna degli incappucciati, chiunque essi siano. E penso debbano essere neutralizzati dalle forze dell’ordine, in modo efficace, mirato e tempestivo. Anche ricorrendo alla forza necessaria e proporzionata. Nella salvaguardia della manifestazione, nei modi e nei limiti previsti dalla legge, a cui le stesse forze dell’ordine, le stesse autorità sono sottomesse, in uno stato democratico e di diritto. Raggiunto lo scopo le autorità diventano responsabili della incolumità delle persone fermate e non possono assolutamente infierire. Resa innocua l’offesa, la repressione difensiva si ferma. Il di più è tortura, è violenza abusiva, è fuorilegge. Se un automobilista passa con il rosso o supera il limite di velocità, o commette qualsiasi altra infrazione, il vigile deve fermarlo e fargli una multa, ma non può prendere a calci la sua macchina.

C’è lo stress, la stanchezza, la rabbia. Ci dovrebbe però essere anche la professionalità del tutore dell’ordine pubblico, capace di gestire queste situazioni. Errare è umano. Ma se è per questo, sono umani tutti, anche i manifestanti. Dopo di che, chi sbaglia paga. Con o senza la divisa. Su quei poliziotti che hanno agito in modo abusivo si può e si deve aprire una inchiesta. I poliziotti dovrebbero avere sulla divisa un numero identificativo. Le forze dell’ordine non sono una banda avversaria opposta a quella dei black bloc, sono (e devono rimanere) i tutori e i garanti della sicurezza di tutti.

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