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Solidarietà all'eurodeputata Barbara Spinelli

Può darsi che la mancata rinuncia di Barbara Spinelli al seggio di Strasburgo sia un male.

Tuttavia, gli argomenti contro la sua mancata rinuncia sono pessimi. Argomenti forse comprensibili nel fronte interno degli attivisti, ma piuttosto oscuri nel fronte più ampio degli elettori simpatizzanti, quelli che non si identificano con un pezzo preciso, hanno solo aderito ad un punto di vista di sinistra contro le politiche dell’austerità europea, contro il ritorno dei nazionalismi, e forse anche ad una occasione di riunificazione e di ricostruzione di una sinistra in Italia. 

Si può avere ragione con argomenti sbagliati. Cerco di capire la ragione. Per adesso, vedo solo gli argomenti sbagliati. Conditi da tanti, troppi insulti, che non possono che suscitare una reazione di solidarietà.

1) Il più gettonato è che Barbara Spinelli con la sua mancata rinuncia sarebbe venuta meno ad una promessa elettorale. Come spesso fanno i politici dopo le elezioni. Un simile argomento presuppone che Spinelli abbia ottenuto voti promettendo qualcosa di vantaggioso o appetibile per gli elettori. Come nel caso di un candidato che prometta di difendere lo Statuto dei lavoratori, ottiene i voti per questo, poi una volta eletto appoggia la manomissione dell’articolo 18. Qui è chiaro che la promessa corrisponde al vantaggio dei lavoratori e il successivo comportamento corrisponde allo svantaggio dei lavoratori. Contraddizione e incoerenza sono palesi. Nel caso di Barbara Spinelli invece non è affatto chiaro perchè mai gli elettori avrebbero dovuto pensare di trarre un vantaggio dalla sua annunciata rinuncia, addirittura decidere di votarla proprio per questo motivo e oggi dopo averla eletta quasi in 80 mila sentirsi defraudati dalla sua investitura invece che dalla sua rinuncia.

Quel che Barbara Spinelli avrebbe promesso poteva essere un vantaggio per i candidati della sua stessa lista, che non ce l’avrebbero fatta ad essere eletti con i loro voti, un vantaggio per SEL e Rifondazione, che non ce l’avrebbero fatta a raggiungere il quorum. Ed ora sono Marco Furfaro e SEL a sentirsi svantaggiati e defraudati. Si può ben capire, ma è una questione che attiene alla logica di partito, i suoi candidati, dirigenti, militanti, simpatizzanti. Diversa è invece la logica dell’elettorato, per cui conta il consenso.

Chi perde in una competizione elettorale (in competizione con gli altri partiti, o con i candidati della sua stessa lista), ha tutte le ragioni per sentirsi deluso. Non ne ha, per sentirsi vittima di un tradimento. Il ripensamento di Barbara Spinelli, giusto o sbagliato sul piano dell’opportunità politica, è inattaccabile sul piano del diritto e della morale, perchè attiene ad una questione che è nella sua piena e totale disponibilità. Come il ripensamento di una ragazza che prima ti dice di si e poi ti dice di no. La reazione di molti compagni di SEL somiglia infatti alla reazione di quei ragazzi delusi, incapaci di accettare un rifiuto, perchè prima lei si era impegnata. Talvolta quei ragazzi reagiscono in modo violento. Prima lei era grandissima, una ventata d’aria fresca, ora è una miserabile voltagabbana, una borghese piccola piccola, priva della facoltà politica. Trovo che insultare, attaccare sul piano morale, personale, denigrare, dileggiare, pretendere la sua rinuncia, come sta succedendo da giorni e in particolare in queste ore nei confronti di Barbara Spinelli, sia una violenza. Una modalità che definisce le identità politiche, molto più dei pasticci e dei ripensamenti.

2) Barbara Spinelli con la sua mancata rinuncia avrebbe rotto un equilibrio. Sarebbe stata una buona tripartizione avere come eletti Curzio Maltese, Marco Furfaro e Eleonora Forenza, perchè voleva dire avere eletti uno della società civile, uno di SEL e una di Rifondazione Comunista. Una parte dei militanti della lista possono ragionare così. Per tanti elettori invece questa tripartizione può avere scarso o nessun significato. Io non aderisco nè a SEL, nè a Rifondazione comunista dal 2009, non mi sono più legato a nessun gruppo, alle elezioni politiche 2013 ho votato RC alla camera e SEL al senato. Non mi sento in alcun modo «società civile». Possono essere significative altre ripartizioni. L’aver eletto due donne e un uomo. Un’anziana, un adulto e una giovane. Uno del nord, una del centro, una del sud. Anche sul piano più strettamente politico si può vedere un equilibrio, fuori dalle appartenenze, perchè Curzio Maltese è tendenzialmente filo-PD, Barbara Spinelli filo-M5S e Eleonora Forenza più autonoma.

La rottura dell'equilibrio tripartito sarebbe la fine del progetto. Perchè se un partito non ottiene il suo seggio, il progetto non vale più. Ergo, il progetto è il seggio. Come spiegare altrimenti? Buon senso vorrebbe che se si forma una lista insieme, qualunque eletto rappresenta tutta la lista e tutta la lista lo riconosce come suo rappresentante. Perchè mai i compagni di SEL non dovrebbero riconoscere come propria rappresentante Eleonora Forenza e viceversa i compagni di Rifondazione perchè non avrebbero dovuto riconoscersi in Marco Furfaro se fosse passato lui? Quali profonde differenze politiche giustificano queste rigide separazioni di appartenenza? Come si può pensare che tutto questo sia comprensibile a chiunque non frequenti assiduamente i direttivi di circolo?

3) Barbara Spinelli andrebbe a Strasburgo solo perchè è la figlia di Altiero Spinelli, poiché Alexis Tsipras ne ha fatto cenno nella sua lettera di sollecitazione. Come se fosse una giovinetta senza una sua biografia, una sua storia. Un argomento che squalfica la stessa scelta della Lista Tsipras di averla come sua garante, candidata e capolista e che ancora una volta disconosce il suo primato elettorale. Io, che sono una persona di media cultura, leggo Barbara Spinelli da molti anni, da quando scriveva sulla Stampa, l’ho sempre considerata una delle più autorevoli editorialiste italiane, non sempre d’accordo con lei specie ai tempi della prima guerra del golfo, più d’accordo sul conflitto mediorientale, solo da pochi anni ho scoperto che è figlia di Altiero Spinelli. Credo che ai più non sia affatto noto e che forse sia abbastanza ignota la stessa figura di Altiero Spinelli.

4) Vi sono argomenti che fanno leva su riflessi condizionati. Uno è un argomento «grillino»: Barbara Spinelli sarebbe attaccata alla poltrona. Come se fosse stata nominata e non eletta. Come se il suo eventuale successore non eletto, al posto suo, andrebbe ad accomodarsi su una panchetta di legno. L’altro è un argomento «renziano»: Barbara Spinelli è vecchia e toglie posto ai giovani. Come se il conflitto generazionale potesse essere una leva per la rinascita della sinistra. Se anche lo fosse il conflitto andrebbe praticato sul serio, prima, non dopo il voto. Matteo Renzi ha vinto le primarie contro il vecchio gruppo dirigente del suo partito, non si è fatto sdoganare da un candidato civetta.

5) Barbara Spinelli ha deciso da sola. Un sequestro proprietario. Una scelta elitaria e individualista. Oppure una piena assunzione di responsabilità rispetto a ciò che è di propria competenza? Poteva optare per il collegio centro, per il collegio sud o per nessuno dei due e lasciare decidere al sorteggio della cassazione. Ha scelto il collegio centro, dove era capolista, dove ha preso più voti, dove è la sua città. Una scelta razionale. In una lettera ai promotori della lista, spiega di aver deciso da sola l'ultimo tratto dopo il fallimento di tutti i negoziati.

Barbara Spinelli è dunque difendibile su tutta la linea? Penso di no. Ha sbagliato a prestarsi inizialmente come finta candidata e a candidarsi in più di una circoscrizione. Fare da specchietto per le allodole al fine di raccogliere voti a favore di chi non ha sufficiente consenso è un imbroglio ai danni degli elettori. Per questo va criticata. Anzi, andava severamente criticata. Oggi, i «delusi» esigono il rispetto di questo imbroglio. Lo fanno parlando senza veli, come se dicessero cose rispettabili.


Riferimenti:
Barbara Spinelli: «Accetto l'elezione al Parlamento europeo»
Barbara Spinelli a chi deve coerenza?
Prima le persone (Enrico Sitta)
Il file da ricominciare (Alessandro Gilioli)
Marco Furfaro, la risposta a Barbara Spinelli
Non c'è futuro possibile, a sinistra, per questo modo di fare politica (Maso Notarianni)
Paola Bacchiddu Vs Barbara Spinelli: "La sua decisione di andare a Bruxelles è una truffa"
Considero grave e sbagliata la scelta di Barbara Spinelli (Nicola Fratoianni)
Adesso costruiamo la Syriza italiana (Paolo Ferrero)
Lite Tsipras, Barbara Spinelli spiega
Barbara Spinelli lista Tsipras: "Vado in Europa per tutta la sinistra. Le accuse di Sel sono false e ingiuste"
Barbara Spinelli: «Vado in Europa per tutta la sinistra». Intervista a Repubblica.
Enrico Mentana difende Barbara Spinelli: «Ha cambiato idea? E dove sta il dramma?»

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