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Il M5S e le dimissioni in bianco

Il M5S ha votato contro la legge che impedisce le dimissioni in bianco. Ciò nonostante, il M5S ha rivendicato di essere dalla parte delle lavoratrici più di chiunque altro.

Il DDL contro le dimissioni in bianco a firma di Titti Di Salvo (SEL), ripristina di fatto la Legge Damiano, poi cancellata dal governo Berlusconi (comma 10, art. 39, legge 133/2008)

La lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l'intenzione di recedere dal contratto di lavoro, è presentata dalla lavoratrice, dal lavoratore, nonché dal prestatore d'opera e dalla prestatrice d'opera, pena la sua nullità, su appositi moduli predisposti e resi disponibili gratuitamente, oltre che con le modalità di cui al comma 5, dalle direzioni provinciali del lavoro e dagli uffici comunali, nonché dai centri per l'impiego.

Per Beppe Grillo, in tal modo il governo ha approvato una legge contro le donne. Perchè: «Fin dal 2001 esiste l’ottimo istituto della convalida: quando una lavoratrice dà le dimissioni, deve poi confermarle presso i Centri per l’Impiego o le Direzioni territoriali del Lavoro, in modo da certificare ufficialmente che non sia stata costretta (...) Su pressioni della lobby di Confindustria, vista nei corridoi della Camera a ronzare intorno ai deputati della maggioranza, infatti, ecco che a Montecitorio passa una legge che neutralizza la convalida».

E’ incomprensibile il motivo per cui i 5 stelle ritengano che andare alla direzione provinciale del lavoro a convalidare le dimissioni in bianco firmate all’atto dell’assunzione sia una tutela più efficace della sola possibilità di andare alla direzione provinciale del lavoro a firmare un modulo di dimissioni datato e valido solo per quindici giorni.

Davide De Luca sul Post e su Libero sostiene la tesi del M5S. La nuova soluzione proposta dal DDL Di Salvo tutela meno i lavoratori dalle cosiddette “dimissioni estorte”. Immaginiamo che il datore di lavoratore riesca ad obbligare un dipendente particolarmente debole a firmare il modulino valido per 15 giorni. A quel punto non c’è più niente da fare per il dipendente, che sarà costretto ad abbandonare il posto di lavoro. Con il sistema attuale, invece, è sempre possibile per il lavoratore recarsi alla Direzione territoriale del lavoro e dichiarare che le sue dimissioni sono state estorte

Ma così dicendo non si considera che è molto più facile estorcere dimissioni in azienda all'atto dell'assunzione che non alla direzione del lavoro, e che, con il medesimo ragionamento, è possibile anche estorcere la convalida. Infatti, l’istituto della convalida non ha impedito il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici. De Luca sparge generico scetticismo sui dati della Cgil, ma ignora quelli dell’Istat: (...) a fronte della stabilità tra le diverse generazioni della quota di madri che interrompono il lavoro per la nascita di un figlio, tra quelle più giovani generazioni aumentano le interruzioni più o meno imposte dal datore di lavoro. In questo contesto, le ‘dimissioni in bianco’ quasi si sovrappongono al totale delle dimissioni.

Così il voto contrario di Grillo non si capisce. Se non per il fatto di essere un voto contro il governo e forse a favore delle piccole e medie imprese, specie del nord-est, tra cui il M5S raccoglie un consenso molto ampio.


Riferimenti:

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