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Marie-George Buffet: «Perchè voto a favore»



Progetto di legge sull'abolizione della prostituzione: perché voto a favore
Marie-George Buffet - Deputata comunista di Seine- St. Denis ed ex Ministra
(Traduzione di Maria Rossi)


Stiamo vivendo un momento importante della storia della nostra Assemblea, un momento rilevante per l'emancipazione umana.

Tra qualche minuto, spero, adotteremo un testo di legge che dice che la società deve liberarsi da un sistema di sfruttamento e di dominazione: il sistema prostituente. Daremo finalmente attuazione alla posizione abolizionista adottata dalla Francia nel 1960. Rispondiamo così affermativamente alle 55 associazioni riunite nel collettivo "abolizione 2012".

Questa legge rappresenta, innanzitutto, una nuova tappa della liberazione delle donne che, come abbiamo ricordato nel corso del nostro fecondo dibattito, costituiscono l'85% delle persone prostituite.

Perché la prostituzione non è il più vecchio "mestiere" del mondo, come alcuni si compiacciono di dire.

No. La prostituzione è soltanto una delle più violente espressioni del sistema patriarcale. Questa realtà deve essere enunciata e noi l'abbiamo fatto nei lavori della commissione speciale e in questo emiciclo.

Come definire altrimenti la scelta di un individuo di disporre del corpo e dell'intimità di un altro essere umano attraverso un rapporto imposto dal denaro? Nella prostituzione non vi è un contratto tra due persone libere, ma vi è piuttosto una persona che decide e l'altra che subisce.

Nel corso del dibattito si sono avuti numerosi interventi di deputati che hanno citato medici, associazioni, donne che hanno mostrato la brutalità di questa violenza, anche attraverso le parole dei clienti. Questa legge aiuterà dunque tutt* coloro che vogliono uscire dalla prostituzione con misure che permetteranno a ciascun* di riprendere il proprio posto nella società.

La prostituzione è anche tratta degli esseri umani, un traffico molto redditizio per le reti che lo organizzano. Esso genera un profitto annuo di 32 miliardi di euro e un volume annuale di affari di 3 miliardi di euro in Francia.

Qui non si parla quindi di rapporti umani, bensì di rapporti di dominazione mercantile, fondati sulla violenza.

Ed è contro tutto questo che noi lottiamo. E' per questo che ribaltiamo la responsabilità, facendola ricadere su coloro che profittano di questo sistema disumano: in primo luogo i trafficanti e i prosseneti, ma anche i clienti che nel 99% dei casi sono uomini.

Care e cari colleghi,

noi non parliamo di una condizione virtuale nella quale la "prostituzione sarebbe libera" e le persone prostituite sceglierebbero di vivere "delle proprie grazie"!

No, noi parliamo di una realtà sordida che, come giustamente afferma l'associazione "Zéro Macho", offende anche la dignità degli uomini. Poiché, lungi dal contribuire alla loro libertà sessuale, il ricorso alla prostituzione li incatena a una concezione della sessualità caratterizzata da frustrazione e dominio.

Senza clienti non c'è prostituzione, senza domanda non c'è bisogno di organizzare il commercio degli esseri umani.

Per abolire questo sistema disumano, bisogna dunque responsabilizzare coloro che scelgono di utilizzarlo.

E' per questo che decidiamo di penalizzare il cosiddetto cliente.

Perché la società abbia gli strumenti per imporre il divieto di mercificazione dei corpi e, perciò, i mezzi per progredire sulla via dell'emancipazione.

Non è né la morale né la voglia di una società normalizzatrice ad animare la nostra azione, ma è il desiderio di emancipazione. Perché la libertà non si compra. Così come essa non è sinonimo di proprietà, soprattutto quando si parla dell'umanità. Nell'ambito della sessualità, così come in altri campi, gli esseri umani hanno diritto a rapporti ben diversi da quelli regolati dalla legge del più forte, dalla legge del mercato.

Noi dobbiamo dunque compiere una scelta politica. Non - lo ripeto - in nome della morale, ma a partire dalla visione che abbiamo della società e della direzione che vogliamo imprimerle.

E così noi ci mobilitiamo per ottenere un cambiamento di mentalità.

Perché le donne devono poter contare sulle leggi per conquistare diritti e, fruendo di questi diritti, devono mutare la concezione che la società ha di loro. Noi scompaginiamo le rappresentazioni ancestrali che imprigionano le donne nelle due immagini della "madre e della puttana", come aveva denunciato Simone de Beauvoir.

E' dunque in nome della libertà della persona, in nome del diritto all'uguaglianza tra uomini e donne che io, con il gruppo della Sinistra, Democratica e Repubblicana, esprimo l'auspicio che la nostra assemblea adotti questo testo di legge.

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