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Penalizzazione dell'aborto e regolamentazione della prostituzione stanno insieme nella politica della destra

Sì, ho frequentato prostitute e preferivo le giovani
(Jean Marie Le Pen, ottobre 2009)

di Maria Rossi


Mentre la Ministra francese per i diritti delle donne, Najat Vallaud-Belkacem, che fin dall'insediamento in carica aveva esternato le sue convinzioni favorevoli all'abolizione della prostituzione, si dichiara scioccata dalla decisione del governo spagnolo di ridurre drasticamente il diritto d'aborto e comunica di aver espresso le sue preoccupazioni alla collega spagnola e, mentre il Partito comunista francese denuncia il terribile arretramento dei diritti delle donne, Jean-Marie Le Pen, presidente onorario del Front National, (estremadestra) esprime la sua soddisfazione per il provvedimento adottato che, a suo parere, dimostra che si può agire sulla questione con misura, intelligenza e attenzione al rispetto della vita umana. Simile valutazione è stata espressa in Italia da Giuliano Ferrara in un articolo pubblicato su Il Giornale, intitolato Rifiutare l'aborto fa rinascere il buon senso.  Vorrei ricordare come entrambi abbiano espresso la propria contrarietà all'abolizione della prostituzione in Francia. [Il Foglio 22.11.2013] [Il Foglio 1.11.2013] Le Front National nel programma del 2002 auspicava, anzi, il ritorno a un sistema regolamentarista. Patrick Bourson, capolista del partito di Le Pen nella circoscrizione Centro alle elezioni europee del 2009, ha costituito nel 2010 una formazionedi estrema destra che richiede la riapertura delle case chiuse.
In Spagna, l' AsociaciónNacional de Empresarios de Locales de Alterne (ANELA), l' associazione dei proprietari di bordelli è stata presieduta fino al 2011 da José Luis Roberto Navarro, fondatore del partito di estrema destra España 2000,  formazione di orientamento xenofobo e neofascista affine al Front national di Le Pen e fermamente contraria all'aborto.
E' dunque chiaro come regolamentazione della prostituzione e negazione del diritto di interruzione volontaria della gravidanza siano perfettamente compatibili e, se presenti contemporaneamente, si rivelino espressione di un orientamento politico marcatamente di destra, talvolta estrema. La ragione è semplice: si tratta di consolidare nella coscienza collettiva l'idea che i corpi delle donne siano oggetti sessuali espropriabili e sfruttabili per la riproduzione o per il godimento maschile, un'idea che riposa sulla concezione capitalista del corpo come proprietà privata, in quanto tale alienabile.

Scriveva non a caso Alexandra Kollontaj in Il comunismo e la famiglia:


Questa vergogna (la prostituzione) la dobbiamo al sistema economico oggi in vigore, all'esistenza della proprietà privata. Quando sparirà per sempre la proprietà privata sparirà il commercio della donna. 

In quello straordinario laboratorio di sperimentazione sociale che fu l'URSS dei primi anni della Rivoluzione lotta contro la prostituzione e riconoscimento del diritto di aborto procedettero di pari passo, così come l'affermazione della completa parità tra i coniugi e l'ampliamento dei diritti civili, inclusi quelli degli omosessuali, (il reato di sodomia venne depenalizzato nel 1922).

Anche la Comune di Parigi nel 1871 procedette alla soppressione delle case chiuse.

Con ciò non intendo affermare che l'abbattimento del capitalismo produca automaticamente la demolizione del patriarcato. Non è così. Molte delle conquiste dei primi anni della Rivoluzione russa vennero per altro fortemente ridimensionate nell'epoca stalinista. Quel che mi preme sottolineare è piuttosto il fatto che l'abolizione della prostituzione introduce nel sistema caratteri anticapitalisti e antipatriarcali, perché sottrae il corpo delle donne allo status di merce, di oggetto sessuale di proprietà, sia pure temporanea, dei clienti, configurandosi come un atto che anticipa e prefigura una società diversa. Sarà per questo che non piace a Ferrara, a Le Pen, ad Alberto Ruiz-Gallardón, a Mariano Rajoy, a José Luis Roberto Navarro.

19 Responses to “Penalizzazione dell'aborto e regolamentazione della prostituzione stanno insieme nella politica della destra”

  1. Buongiorno e buon Natale al padrone di casa e ai lettori.

    Sono questi (prostituzione, aborto) dei temi etici, morali e quindi in ultima analisi sociologici e poi di diritto sempre davvero difficili da affrontare, anche ripromettendosi di mantenersi quantopiù lucidi.

    Personalmente, sarei antiabortista - con le dovute eccezioni, comunque non dipendendi dalla volontà del singolo. Utilizzo il modo verbale condizionale perché dirsi 'antiabortista' in un paese in cui il sistema di adozioni interne non funziona è di fatto sensatamente impossibile. Quindi, vorrei essere antiabortista nel momento in cui fosse stato dignitosamente regolamentato nel mio paese l'istituto dell'adozione alla nascita, prerequisito indispensabile a una eticamente nobile posizione 'vitalistica' nei confronti dei nascituri.

    Quanto alla prostituzione, temo sia davvero impossibile estirparla con la giurisprudenza, la coercizione, o quant'altro il diritto possa mettere in atto. La prostituzione, esercitata in mille forme, è un'attitudine forse etologicamente femminile. Il sorriso della bimba che istintivamente sa come farsi comprare il gelato dal papà amorevole è, se non si è del tutto scandalizzati a priori, un atto prostitutivo. Ottenere qualcosa da qualcuno tramite l'esercizio del potere intrinseco, immanente al proprio essere materiale: tale è la prostituzione. Di più, l'essere umano femminile essendo credo ben più proiettivo di quello maschile, è piuttosto portato a misurare il proprio 'valore' -sinanco esistenziale'- nella misura in cui altri sono disposti a compensarlo, riconoscendolo così intrinsecamente. La prostituzione, in tutte le sue forme, dalle più innocue alle più deteriori, gira intorno a 'natura' e 'cultura' umana. Chiaramente, una società può agire solo sulla seconda. Quando al diritto, quella 'prostitutiva' è una casistica pressoché indefinibile, non isolabile: dobbiamo ricordare che Heloise, così disperatamente e intellettualmente innamorata di Pierre Abelard, gli scriveva (come riportato nella splendida 'Historia Calamitatis Mearum") "Preferirei essere chiamata la tua amica, la tua amante, o se non ti scandalizzi la tua prostituta, piuttosto che tua moglie? E dico, Heloise, che poi a breve avrebbe citato con mestizia e disprezzo Santippe.

    Da laico e agnostico, adepto di nessuna religione (neppure la scienza!), non posso dire altro che solo insegnando l'amore genuino si alleverà la repulsa per il basso mercimonio dello pseudoamore.

  2. La depenalizzazione dell'aborto non corrisponde ad una posizione abortista, ma ad un principio di riduzione del danno, poiché la via contraria porta all'aborto clandestino, con più grave rischio per la salute e la vita delle donne. Con la depenalizzazione dell'aborto, l'aborto è diminuito.

    Vedere in una bambina che sorride una piccola prostituta in potenza fa impressione. Dice nulla del carattere femminile. Dice molto delle proiezioni adulte e maschili. Anche sul piano logico è una associazione puramente arbitraria. Sarebbe come argomentare che in una bambina che rifiuta il cibo c'è l'indizio del presunto carattere femminile dell'anoressia. Succede a tutti di sorridere, di chiedere qualcosa con gentilezza, di esercitare un minimo di seduzione, di non aver voglia di mangiare. Una educazione sessista incoraggia o scoraggia certi atteggiamenti nei bambini o nelle bambine.

    Se la prostituzione facesse parte del carattere femminile, per averla non ci sarebbe bisogno di organizzare la tratta, con sequestri, minacce, stupri, violenze e ricatti. La prostituzione è prevalentemente femminile solo perchè le donne hanno meno potere degli uomini. Per la stessa ragione, è prevalentemente immigrata e prevalentemente povera.

    Non si può estirpare per legge, come d'altra parte per legge non si può estirpare l'omocidio o il furto. Direi nessun reato. Ma è giusto che una società individui i comportamenti dannosi per la collettività e li definisca come reato. Allora è giusto definire reato lo sfruttamento, il favoreggiamento e l'induzione alla prostituzione, comprendendo nell'induzione la stessa domanda dei clienti.

  3. Gentile signor Lizzi,

    dato il livello argomentativo dei suoi interventi sul blog, davvero speravo di trovare in lei un lettore meno superficiale.

    Per come ho definito prostituzione, prostituzione non è 'in potenza' nella bimba che *sa* (anche istintivamente) che facendo le moine al papà otterrà il gelato: lì è atto prostitutivo, è prostituzione in atto, altro che in potenza. Ti do qualcosa di mio (il mio sorriso), perché in cambio ottengo quello che tu puoi darmi di materiale (il gelato). Un bambino maschio, tipicamente, avrebbe piuttosto pensato di rubarlo. Ma essendo io, come dicevo, molto molto agnostico e molto molto destrutturato, tendo a vedere la radice etologica (indi, animale) in ogni atto sociologico (indi, umano): scimmiette nude. :-)

    Non credo che esista una cosa come il 'sessismo' come lei lo intende, credo erroneamente: i sessi esistono, perché la specie umana è una specie sessuata. Tale è una semplice verità di fatto, giusnaturalistica. Ovviamente, la natura si esprime sempre in modo frattale, indi una specie sessuata avrà gameti sessuati per una riproduzione gamica attuata tra individui sessualmente distinti. Una cosa così (senza fare lo scientista, ci mancherebbe - resto terra-terra).

    Il rifiuto del cibo in una bambina è tutt'altra cosa. E non centra nulla. Davvero strabuzzo dinanzi all'orrendo minestrone che Lei qui mette in pentola, perché proprio questo atteggiamento serve solo a discomunicare. Chiartamente, chiunque abbia un minimo di confidenza con l'anoressia femminile giovanile reale e libresca sa che si tratta d'una bestia che di etologico non ha nulla. Etologico è mangiare erba (che non si digerisce) per 'sverminarsi': come fanno i cani. O digiunare spontaneamente quando ci si sente disturbati di stomaco o intestino, anche. L'anoressia giovanile è "semplicemente" (virgolette di doveroso obbligo) una psicopatologia 'borderline' (per usare un termine assai in voga nel ramo) che si associa a:

    1) inaccettazione de sé, da cui
    2) spinta all'abnegazione del corpo, oppure
    3) volontà di controllo compulsivo del sé

    ovviamente nei casi più gravi si associa a blande manifestazioni di bipolarità sfumata quale la deformazione percettiva della realtà, ma non divaghiamo oltre.

    C'è di fatto che proprio in ciò si rivede semmai la radice proiettiva della psiche femminile: non già il fatto che 'siccome le modelle sono magre io devo essere magra', quando la necessità all'essere apprezzata - in quanto tale - che solo in seconda analisi 'rimbalza' sullo spirito del tempo che vuole 'magrezza come bellezza' (sono canoni estetici, cambiano nel luogo e nel tempo, come sempre cambiarono da che l'uomo fu in grado di tenerne traccia).


  4. Indi, torno a bomba: solo l'educazione all'amore genuino può salvare una società dall'ineluttabile innescarsi di simili meccanismi: un bisogno esistenziale proiettivo che deborda in mille modi, poiché sono venuti a crollare gli "affetti speciali" che sono sempre stati in grado di palliare l'inettitudine esistenziale di quell'essere profondamente imperfetto che è l'umano: autocosciente ma mortale.

    Non so se Lei abbia mai studiato diritto. Di mio, l'ho fatto.

    Ed è buffo sapere sapere che, nell'attuale codice penale, il nostro sistema di diritto punisca con la reclusione chiunque 'faccia pubblica esposizione o tragga profitto dall'esposizione di atti osceni', e poi ci sia la pornografia in edicola. Ha presente?

    Inoltre: sequestri, minacce, stupri, violenze e ricatti sono, rispettivamente: sequestri, minacce, stupri, violenze e ricatti.

    Non c'è bisogno di chiamarli con null'altro che con il loro nome per esecrarli e perseguirli.

    Non c'è bisogno di associarli a null'altro che alla loro intima natura violenza e illecita per esecrarli e perseguirli.

    Il fatto che nella realtà la prostituzione si associ spesso e non sempre a altre fattispecie di reato non significa che due cose diverse siano la stessa cosa, che A sia B, o che B sia A.

    Lei sta facendo un'inutile calderone di qualunquismo.

    Sicuramente l'aborto clandestino è qualcosa di esecrabile in ogni stato di diritto, sia quello in cui l'aborto sia proibito sia quello in cui sia legalmente ammesso e regolamentato. Credo questo sia un terreno di facile accordo.

  5. Fammi capire se io vado da una Escort indipendente adulta e consenziente dovrei essere arrestato con l'accusa di induzione alla prostituzione? Spero che quando facevi quel ragionamento ti riferivi solo a quei clienti che sono consapevoli di aver di fronte una donna vittima di coercizione o peggio ancora minorenne, perché in questo caso condivido il tuo ragionamento. Molte donne, anche italiane, decidono di prostituirsi perché considerano questo il modo più veloce e facile per guadagnare tanti soldi in poco tempo e soprattutto esentasse, dettaglio non trascurabile dato l'elevata tassazione dei redditi che c'è nel nostro paese. Le donne hanno diritto di fare del loro corpo ciò che vogliono, sia di abortire che di prostituirsi, pertanto se io frequento una di queste donne che ha fatto una libera scelta perché devo essere condannato per induzione alla prostituzione, posso essere condannato moralmente ma non penalmente, il nostro è ancora uno stato laico e non teocratico.
    Questa storia che il problema si risolve punendo i clienti la trovo ridicola perché parte dal presupposto sbagliato secondo cui tutte le prostitute sono schiave e pertanto i clienti compiono una violenza contro le donne.
    A parte il fatto che ci sono molti uomini, trans che si prostituiscono, e in questo caso che parliamo di violenza contro gli uomini?
    Poi ci sono molto donne che si rivolgono ai gigolò, categoria in forte ascesa basta vedere i tanti annunci , in questo caso che parliamo di violenza delle donne contro gli uomini?
    Un ultima cosa, quello che è stato detto nell’articolo secondo cui quelli di destra voglio i bordelli e quelli di sinistra la criminalizzazione dei clienti è una fesseria: in Danimarca, Germania, Uruguay, tanto per citare alcuni esempi, sono stati governi di sinistra a riaprire i bordelli, mentre in Italia un certo Berlusconi nel 2008 voleva approvare una legge che prevedeva il carcere per i clienti.
    Basta con questi luoghi comuni, a volere la legalizzazione della prostituzione sono sempre e solo stati politici di sinistra, la vera sinistra non quella sinistra bigotta che in Francia si appresta a perdere le prossime elezioni europee a favore di Le Pen. Questa sinistra francese sta ottenendo due risultati storici: criminalizzare i clienti delle Escort e far andare al potere il FRONTE NAZIONALE. Complimenti.

  6. @Shito.
    Il sessismo è, per esempio, attendersi che un bambino rubi un gelato e una bambina lo chieda con un sorriso. E' confondere i propri pregiudizi con dati di natura.
    La prostituzione è scambiare sesso con denaro o altra ricompensa.
    Il sorriso di una bambina non è sesso.
    E' molto superficiale (o molto perverso) fare un paragone del genere. Una mancanza di cautela imperdonabile in un mondo in cui anche i bambini sono vittime di abusi, mentre gli abusanti si difendono e si giustificano attribuendo alle vittime intenti e comportamenti seduttivi.
    Così come è pesantemente offensivo attribuire alle donne una tendenza naturale, animalesca, alla prostituzione.
    Nonostante il medesimo esempio, vedo infatti che i maschi non sono stati dichiarati etologicamente ladri.
    La tratta, i sequestri, gli stupri, i ricatti li ho citati appunto per dire che la violenza che si usa per obbligare tante donne alla prostituzione è la prima evidente dimostrazione che da parte loro non vi è alcuna predisposizione.

    @Francesco Rossi.
    La domanda di centinaia di migliaia di clienti, forse milioni, è la causa determinante della tratta e dell'industria del sesso. Perciò, i clienti, che sono i primi responsabili della prostituzione, devono essere sanzionati in ogni caso. La maggior parte di loro non è interessata a sapere se la prostituta è libera o schiava, se è maggiorenne o minorenne. I clienti sono spesso motivati dalla volontà di esercitare dominio e diprezzo. Le prostitute non fanno quello che vogliono del loro corpo, sono i clienti a fare quello che vogliono del corpo delle prostitute, o comunque pensano di averne il diritto dopo aver pagato.
    Le donne che si prostituiscono spontaneamente non sono affatto molte. Nè sono molte le donne che si rivolgono ai rari gigolò.
    La prostituzione dei trans è violenza contro i trans.
    Se la prostituzione fosse davvvero una scelta libera si prostituirebbero gli individui più liberi: gli uomini, i borghesi, i bianchi e sarebbero i trans a comprarsi gli eterosessuali.
    Il governo Berlusconi voleva fare una legge che puniva tanto le prostitute quanto i clienti. Poi non ha fatto nulla. Le prostitute sono vittime, qualsiasi penalizzazione nei loro confronti è ingiusta.
    Il governo tedesco ha regolamentato la prostituzione nel 2002. Nel 2007, ha ammesso il fallimento della sua riforma, poichè la grande maggioranza delle prostitute non si è regolamentata e la loro condizione di vita non è migliorata.

  7. Il paragone tra la bambina che chiede il gelato e la prostituzione ha fatto rizzare i capelli in testa anche a me.
    Vorei anche una dimostrazione dell'affermazione che *le bambine* avrebbero atteggiamenti seduttivi, mentre *i bambini* comportamenti da ladruncolo.
    Dalla mia esperienza di genitrice, i bambini quando vogliono qualcosa usano semplicemente la tattica che da/darebbe migliori risultati.
    Il mio figlio cinquenne ha usato nel tempo tattiche diverse per ottenere il suo gelato. Attualmente mi tempesta di abbracci e di *per piacere!* ripetuti un centinaio di volte, poiché sa che ci tengo molto a che lui chieda con gentilezza. Se uno vuole, potrebbe appiccicare l'etichetta di *seduttivo* anche a questo comportamento. Eppure é un maschio. L'altro mio figlio, due anni, usa altri metodi ancora.

    Puó essere che una certa percentuale di bambine usi il sorriso mentre i maschietti fanno i ladruncoli perché l'educazione sessista premia e incoraggia comportamenti diversi a seconda del sesso, e i bambini si adattano.

    Grazie Massimo e Maria per questi post sempre cosí precisi e circostanziati.

  8. Se la prostituzione nel mondo sta aumentando non è colpa dei clienti ma delle politiche economiche fallimentari che hanno accresciuto la povertà e le disparità tra ceti sociali spingendo molte persone alla scelta di prostituirsi per uscire da questa spirale di miseria e guadagnare i soldi necessari per avere una vita dignitosa che viene loro negata da quegli stessi governi ipocriti che poi criminalizzano la prostituzione.
    La Norvegia ha adottato questo modello nel 2009 e dopo appena 4 anni ha dovuto verificare il suo totale fallimento visto che le prostitute per le strade di Oslo sono aumentate al punto che i parlamentari norvegesi quando escono dal parlamento a tarda sera sono adescati dalle tante prostitute che lavorano lì vicino incuranti della fallimentare legge, al punto che il nuovo governo cristiano-fascista di destra che si è insediato nel 2013 vorrebbe estendere il divieto anche alla vendita di sesso nella speranza di ottenere qualche risultato, leggiti questo articolo se non sei convinto http://www.thelocal.no/20131118/oslo-mayor-calls-for-ban-on-sex-workers .
    La Svezia e la Norvegia hanno adottato politiche proibizioniste in materia di prostituzione solo per motivi xenofobi perché hanno paura di perdere voti a causa dell’immigrazione clandestina che alimenta questo fenomeno, se volevano davvero aiutare le prostitute riconoscevano loro dei diritti legali cosa che non hanno fatto al punto che una Escort rischia di essere sfrattata di casa o di perdere la patria potestà dei figli per il solo fatto di essersi prostituita, a dimostrazione che questa legge è razzista perché emargina una categoria di persone non accettate da una società diventata bigotta e xenofoba.
    Chiedere di regolamentare il problema non significa essere a favore della prostituzione ma significa essere razionali.
    Se un fenomeno coinvolge milioni di persone non lo si risolve con carcerazioni di massa, se facessimo così non basterebbero tutte le carceri del mondo per non parlare degli elevati costi per la giustizia che un simile approccio proibizionista comporta, spendere tanti soldi in retate intercettazioni processi per avere come risultato più prostitute per la strada. Guarda la situazione disastrosa negli USA e in Russia dove ci sono simile politiche in materia di prostituzione. Guarda invece le ottime politiche adottate in paesi dell’America latina come il Messico e l’Uruguay dove gli sforzi si sono concentrati per combattere i veri criminali che gestiscono il traffico, riconoscendo al tempo stesso diritti alle persone che hanno scelto di prostituirsi.

  9. @Morgaine le Fée
    Sono d'accordo. Il sessismo non viene mai supportato da argomentazioni. Consiste sempre in affermazioni date per scontate o in teorie autoconfermanti.
    L'esempio della bambina è inquietante.

    @Shito ha scritto:
    «Ottenere qualcosa da qualcuno tramite l'esercizio del potere intrinseco, immanente al proprio essere materiale: tale è la prostituzione. Di più, l'essere umano femminile essendo credo ben più proiettivo di quello maschile, è piuttosto portato a misurare il proprio 'valore' -sinanco esistenziale'- nella misura in cui altri sono disposti a compensarlo, riconoscendolo così intrinsecamente."
    "Quando al diritto, quella 'prostitutiva' è una casistica pressoché indefinibile (...)»
    C'è di fatto che proprio in ciò si rivede semmai la radice proiettiva della psiche femminile (...)
    Indi, torno a bomba: «solo l'educazione all'amore genuino può salvare una società dall'ineluttabile innescarsi di simili meccanismi: un bisogno esistenziale proiettivo che deborda in mille modi»

    Dunque, sarebbe la natura femminile ad essere la sventura della società.

    «Solo l'educazione all'amore genuino può salvare una società dall'ineluttabile innescarsi di simili meccanismi: un bisogno esistenziale proiettivo che deborda in mille modi».

    Ovvero sono le donne che vanno educate ad amare. Immagino ciò voglia dire a «concedersi gratis», in tal modo magari i maschietti la smetteranno anche di rubare quello che gli si pretende di far pagare. Così torna anche la metafora del bambino ladruncolo.
    In una parola: ripugnante.

    @Francesco Rossi.
    D'accordo, se aumenta la povertà aumenta la prostituzione. Così come aumenta lo sfruttamento. E ciò vuol dire che la prostituzione ha a che fare, oltre che con la violenza, con il bisogno, dunque non con la libertà. Però, la ricaduta non è neutra. Sono quasi sempre gli uomini che comprano le donne, gli autoctoni i migranti, gli eterosessuali i transessuali, i ricchi i poveri, i forti i deboli. La prostituzione al 95% è femminile, a fronte di milioni di clienti maschili. Quando dico che dipende dalla domanda intendo dire che dipende dagli uomini e non dalla natura delle donne. L'aumento della povertà è l'aumento delle disuguaglianze. Questo aumenta, non diminuisce, la responsabilità dei privilegiati, ovvero di quelli che sfuttano e comprano.
    Certo, non si possono riempire le carceri di clienti, nè istruire migliaia di processi. Perciò, le leggi che sanzionano i clienti, prevedono il provvedimento della sanzione pecuniaria (la multa dai 1500 ai 3000 euro come in Francia).
    Se la posizione regolamentarista fosse razionale, applicherebbe ai paesi regolamentaristi lo stesso metro di giudizio che pretende di applicare ai paesi abolizionisti, quello dell'efficacia. Invece non lo fa, a riprova che si tratta soltanto di una posizione ideologica.
    Nei paesi regolamentaristi la prostituzione è aumentata, è aumentata la tratta, è aumentata la prostituzione clandestina, è aumentata la violenza. Nei paesi abolizionisti come quelli scandinavi la prostituzione si è ridotta e la tratta si è trasferita verso quelli regolamentaristi, ad esempio la Danimarca. In Norvegia è tornata al potere la destra, perciò vira verso la regolamentazione. La Svezia che ha adottato la sua legge dal 1998, non ci pensa proprio a tornare indietro, anzi cerca di esportare la sua legislazione, perchè il suo pieno successo dipende dal fatto che sia adottata a livello europeo. I migranti vanno accolti e integrati. Destinarli alla prostituzione è uno dei tanti modi di respingerli e di escluderli dalla condivisione di diritti e dignità.

  10. E’ vero che la prostituzione nei paesi regolamentati è aumentata ma questo è avvenuto perché solo qui le donne prostitute vedono finalmente riconoscere i loro diritti, come quello ad avere assistenza sanitaria gratuita, versare i contributi previdenziali per avere diritto a una pensione, lavorare in condizioni di assoluta sicurezza con la possibilità di denunciare sfruttatori e clienti violenti senza per questo rischiare di essere sfrattate o vedersi negare la patria potestà dei figli come avviene in Svezia. L’aumento della prostituzione clandestina è dovuto al fatto che molte prostitute non vogliono pagare le tasse , inoltre molte di loro esercitano di nascosto dei loro familiari e si vergognano a lavorare alla luce del sole con il rischio di essere scoperte.
    Nessuno ha detto che i migranti devono essere destinati alla prostituzione , devono essere aiutati a integrarsi nella nostra società multietnica, ma se decidono di prostituirsi devono essere messi nella condizione di lavorare nella massima sicurezza e tranquillità, non è colpendo la loro fonte di reddito che li possiamo aiutare.
    Ritengo che la legge svedese sia stata un totale fallimento ed esprimo questo giudizio sulla base di statistiche eloquenti: in 13 anni solo 4780 uomini e donne svedesi sono stati processati per aver acquistato sesso e di questi solo il 30%, poco più di 1400 persone, è stato condannato a semplici multe, e la maggior parte di essi hanno subito la condanna perché ingenuamente hanno ammesso di aver fatto sesso a pagamento, altrimenti anche loro l'avrebbero fatta franca.
    Se poi guardiamo al numero di trafficanti che sono stati processati e condannati allora ci rendiamo conto del totale fallimento della legge: in 13 anni sono stati condannati a pene ridicole, che raramente superano i 2-3 anni di carcere quando in Italia rischierebbero minimo 15 anni, appena una trentina di sfruttatori.
    Insomma i vari governi svedesi hanno investito centinaia di milioni di corone svedesi per ottenere questi miserevoli risultati, che non possono essere giustificati dal calo della prostituzione di strada dovuto solo all’affermarsi di Internet che permette di contattare le Escort via email o cellulare attraverso i migliaia di siti annunci che esistono, io ne trovai uno che solo per la citta di Stoccolma contava addirittura 1000 annunci, e meno male che la legge aveva cancellato la prostituzione.
    Il governo svedese poteva usare tutti questi soldi per combattere il grave fenomeno dell’aumento degli stupri più che triplicati negli ultimi vent’anni, negli ultimi 13 anni poche centinaia di stupratori sono stati condannati e quasi sempre con pene miti, figuriamoci se mettono in galera i clienti delle Escort.
    Lo stesso primo ministro svedese, che si lamenta del fatto che nessun cliente è finito in galera, risultava in cima alla lista dei facoltosi clienti di una nota Escort di Stoccolma di cui era assiduo frequentatore, la giustizia svedese ha insabbiato la vicenda, a dimostrazione che la legge che tanto ami viene applicata solo ai sfigati, ma non la moglie di Reinfeldt che disgustata ha chiesto la separazione dopo 20 anni.
    Ma ti sei mai chiesto perché la legge svedese non punisce anche i clienti che vanno a prostitute all’estero? Il motivo è semplicemente spiegabile con una cifra terrificante: 400.000 sono solo gli uomini svedesi che vanno in Thailandia, e li non ci vanno per i musei e neanche per le prostitute maggiorenni, ci vanno per stuprare le bimbe. Ma chissà perché i politici svedesi, che in fatto di ipocrisia e cinismo non sono inferiori a quelli italiani, hanno stranamente omesso nella legge questo piccolo particolare.
    Il messaggio che i politici svedesi hanno dato ai loro concittadini è questo: se volete fare le porcherie, anche con le bambine, andatelo a fare all’estero ma non in Svezia perché a tutto il mondo dobbiamo dimostrare che la nostra bella legge funziona, quanta ipocrisia.
    E’ tu vorresti convincerci che il Modello Svedese è il miglior modo per affrontare il problema?

  11. Quel che affermi a proposito della prostituzione nei Paesi che hanno adottato una legislazione regolamentarista non corrisponde alla realtà che è ben diversa da quella idilliaca da te dipinta. Ti invito a leggere questo mio articolo http://www.massimolizzi.it/2013/07/lo-stato-magnaccia.html Quanto alla normativa svedese ti invito invece a leggere la traduzione di questo saggio http://www.massimolizzi.it/2013/05/la-legge-svedese-sulla-prostituzione.html Mi occuperò ancora della legislazione svedese sulla prostituzione

  12. @Francesco Rossi.
    Al solito, gli stati abolizionisti vengono attaccati sul piano pratico, quelli regolamentaristi difesi sul piano teorico.
    La Svezia avrebbe fallito i suoi obiettivi, perchè avrebbe perseguito pochi clienti e sfruttatori. In Germania basti sapere che è possibile denunciare clienti violenti e sfruttatori. Quanti gli effettivamente denunciati e perseguiti non importa saperlo.
    In Germania, la prostituzione è cresciuta perchè la prostituzione legale fa da copertura a quella illegale. All'interno degli stessi bordelli. «La maggior parte delle prostitute non lo è per scelta. Christian Zahel, capo dell'Ufficio sulla criminalità organizzata, nel Land della Bassa Sassonia dichiara: 9 su 10 lo sono per costrizione» - See more at: http://www.massimolizzi.it/2013/07/germania-bordello-deuropa.html
    Se il modello svedese è tanto inefficace, stupisce sia così tanto detestato e combattuto. Una legge ininfluente non dovrebbe dare fastidio a nessuno.
    Certo, adottarlo in un solo paese può essere insufficiente, infatti la Svezia si batte affinchè sia adottata anche dagli altri paesi.

  13. Ti informo anche che a detenere il triste primato del turismo sessuale sono in realtà gli italiani, seguiti (guarda un po' ) dai tedeschi. La normalizzazione della prostituzione produce infatti indifferenza e sfruttamento delle prostitute anche minorenni e stupri di bambine I dati sono attinti dall'ECPAT un organismo specializzato sula questione dello sfruttamento anche sessuale dei bambini. L'ECPAT non menziona neppure gli svedesi che evidentemente non sono così attivi e numerosi Fra l'altro la cifra che indichi è chiaramente gonfiata, visto che gli italiani che praticano turismo sessuale sono 80.000 e sono i più numerosi al mondo. Un elevato numero di turisti sessuali annovera pure l'Olanda e la Svizzera, paesi che hanno adottato una legislazione fondata sulla regolamentazione della prostituzione. :/www.ecpat.it/index.php?option=com_content&view=article&id=51%3Aturismo-sessuale-a-danno-dei-minori&catid=38%3Atemi-di-intervento&Itemid=59

  14. Comunque non mi hai risposto sul motivo per cui il legislatore svedese non ha ritenuto opportuno introdurre il divieto di acquistare sesso all'estero, cosa che invece fecero i più efficienti politici norvegesi che misero al bando pure gli strip-club nella loro foga di infliggere un duro colpo al mercato del sesso, ma il risultato di questa legge perfetta, che colmava le gravi lacune della legge svedese, è stato il flop descritto nell'articolo norvegese di cui ho prima indicato il link che porterà a una totale proibizione con conseguenze negative sulla salute e sicurezza delle donne prostitute.
    Che il numero di uomini svedesi che fa turismo sessuale sia quello da me indicato o inferiore rimane il fatto che finché nessuno di questi mascalzoni finirà in galera la Svezia non potrà vantare una superiorità morale pretendendo di esportare un modello che si è rivelato poco efficace fallendo nell'unico paese importante, la Norvegia, dove finora ha trovato applicazione nonostante gli sforzi dei laburisti norvegesi.
    L'attuale primo ministro svedese, che ha dimostrato una doppia morale disgustosa che mi ricorda quella di un politico nostrano di Arcore, non aiuta alla causa.
    Il mio timore è che se il modello svedese passerà in Francia come sembra e si rivelerà inefficace, nel 2017, in caso di vittoria della destra o di Le Pen, si potrebbe passare a un modello americano con criminalizzazione totale, come sta per avvenire in Norvegia.

  15. Non lo so. Io non sono il governo svedese. Se è possibile correggere la legge nel senso che dici, sarei d'accordo. La legge non è perfetta. E' perfetto il principio che la ispira: il corpo di una persona non può essere ridotto a sfogatoio sessuale da chi ha i mezzi per acquistarlo.

  16. @Shito…….Quando dici: “tendo a vedere la radice etologica (indi, animale) in ogni atto sociologico (indi, umano)”. Sbagli di grosso, Certo le scienze sociali non sono scienze esatte, come tali hanno una verità dinamica, cioè cambiano con il cambiare della realtà, ma devono essere sempre coerenti con la realtà. Giordano Bruno, finì sul rogo per la sua verità, Galilei, no! Poteva abiurare perché rese la verità verificabile da tutti.. La cultura sono regole, opinioni, segni, usanze, costumi, comportamenti, prodotti da singole generazioni nel corso della storia e trasmessi nelle generazioni successive, che ogni società fa proprie. Questo si chiama patrimonio sociale. Poi c’è il patrimonio culturale individuale, che è determinato dal contesto e condizioni dell’individuo; comunità, famiglia, esperienze, studi.. ecc.ecc.. L’esistenza della cultura ( sociale e individuale) non annulla del tutto la natura biologica dell’uomo, ma li riduce ai soli bisogni elementari, primitivi: respirazione, fame sete, sonno e il sesso, ma lo stimolo non il comportamento, che rimane un fatto culturale.
    Dici: “La prostituzione, esercitata in mille forme, è un'attitudine forse etologicamente femminile.” Questa affermazione è ancora peggio, ma lasciamo perdere, anche perché in parte ti è stato risposto. Ti vorrei far notare una contraddizione “etologica”. Nel mondo animale non esiste la prostituzione, non ho mai visto leonesse sotto i lampioni nella savana, forse perché nella savana non ci sono lampioni? Devo ammettere che conosco poco “etologia umana”, ma vorrei ricordare che Lorenz, che ha coniato questo termine, era un simpatizzante nazista, e le idee che hai espresso nei tuoi commenti le ricordano molto.
    Parlando dell’anoressia concludi: “proiettiva della psiche femminile: non già il fatto che 'siccome le modelle sono magre io devo essere magra', quando la necessità all'essere apprezzata - in quanto tale - che solo in seconda analisi 'rimbalza' sullo spirito del tempo che vuole 'magrezza come bellezza' (sono canoni estetici, cambiano nel luogo e nel tempo, come sempre cambiarono da che l'uomo fu in grado di tenerne traccia)”. Qui ti faccio una domanda. Ma questi canoni estetici chi li costruisce? La psiche femminile? Dov’è la coerenza con la realtà? Dal momento che questi benedetti canoni estetici rappresentano solo il 3% della popolazione femminile, le altre donne devono fare operazioni, diete, per cercare di avvicinarsi a quei canoni che secondo la tua teoria, sono proiettati dalla psiche femminile, perchè non si sono scelte un canone che rappresentasse la maggioranza delle donne?. Tutte queste tue teorie mi sanno tanto di giustificazione e deresponsabilizzazione del maschio. Scusami del mio sfogo, ma consolati che non ho detto tutto quello che avrei voluto dire.

  17. Sono d'accordo con Francesco Rossi (vivendo in Svezia) quando scrive che gli svedesi si sono mostrati molto blandi nel combattere e punire le attivitá legate alla prostituzione e che il sistema giudiziario svedese sarebbe da migliorare.
    Non ho dati alla mano, ma sarei molto curiosa di sapere se é un problema generale del sistema giudiziario svedese o se le falle maggiori si dimostrano nell'ambito specifico. Questo perché, da mia impressione (che vorrei appunto verificata da dati), il sistema svedese si sta dimostrando molto debole nel perseguire i colpevoli di parecchi tipi di crimini, specie quelli legati alla persona. È all'ordine del giorno l'indignazione popolare per processi contro omicidi, violenti, stupratori, conclusi con pene molto blande se non addirittura ridicole. Un ragazzo fu pestato a morte da una gang di deficienti, nessuno dei quali venne veramente incriminato di omicidio in quanto "non si é accertato chi diede il calcio letale". Quindi non mi aspetto pene esemplari per i clienti della prostituzione.
    Una battuta diffusa é che si prendano piú anni per aver evaso le tasse o ucciso un lupo illegalmente, che per aver ucciso una persona.
    Un altro punto debole della Svezia é la mancanza di legislazione chiara ed esauriente riguardo molti crimini, il che porta gli inquirenti ad avere le mani legate nell'arrestare e condannare i responsabili.
    Ció dunque non solo per le sentenze che riguardano violenze ai danni delle donne.

    @Maria Rossi: quando parli di cifre legate al turismo sessuale, intendi cifre assolute o come percentuale di popolazione? Altrimenti é facile che gli svedesi siano meno rappresentati di altre nazionalitá, visto che la popolazione é esigua (solo 9 milioni).

  18. Mi riferisco al turismo sessuale imperniato sullo sfruttamento della prostituzione infantile, dal momento che Francesco Rossi appuntava la sua attenzione prevalentemente su quello. Nei dati riportati dall'ECPAT gli svedesi non sono neppure menzionati. Per Francesco Rossi, però, Morgaine i clienti non andrebbero neppure sanzionati, essendo egli un fautore della regolamentazione della prostituzione che ha prodotto invece effetti devastanti. Riprenderò comunque prima o poi il tema della legge svedese sulla prostituzione, raccogliendo gli spunti che provengono da questa discussione.

  19. Io concordo con voi riguardo alla linea abolizionista, e sul sanzionare i clienti come corresponsabili dello sfruttamento delle prostitute.
    Con Francesco concordo quando sostiene che le autoritá svedesi sono molto blande nelle sanzioni. Lui cita questo fatto per mostrare che il modello svedese che punisce i clienti non funzionerebbe, io voglio precisare che l'inefficacia delle sanzioni é un problema generale della giustizia svedese, e quindi é un problema strutturale del loro sistema, che non inficia la validitá del principio abolizionista.

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