Post più vecchio Post più recente

Muri abbattuti o spostati?

Cara Loredana Lipperini, mi dispiace che il precedente post di questo blog ti abbia fatto arrabbiare. Soprattutto mi dispiace che ad una critica politica tu abbia voluto rispondere con un attacco morale.

Hai scritto di essere stata lapidata, di aver subito fascismo e squadrismo. Perchè tu sei colpevole di aver condiviso l'articolo di una persona che si vuole distruggere. A sua volta colpevole di voler costruire ponti con i padri separati, mentre chi rifiuta questo dialogo vuole la guerra dei sessi.

Il fascismo era dittatura, violenza e repressione. Era l'olio di ricino. Lo squadrismo erano bande armate di energumeni che andavano a picchiare oppositori e a distruggere sedi. Qui ti è stata solo scritta una lettera aperta. Come si fa ogni tanto con i personaggi pubblici. Nella lettera non c'era un solo granello di violenza. La tua reazione è stata virulenta. Hai accusato di scorrettezza ed infamia. Eppure la lettera qui pubblicata non ha violato nessuna regola. Nè scritta, nè tacita. Diversamente, dicci tu quale.

In effetti, sono convinto che i vari gruppi neomaschilisti o mascolinisti, anche quando si presentano come padri separati, non possano essere interlocutori. Ma non per questo voglio una guerra dei sessi (concetto a loro molto caro, per denigrare il femminismo). Allo stesso modo, rifiuto l'interlocuzione con le formazioni xenofobe. Non per questo voglio la guerra tra le razze. Rifiuto l'interlocuzione con i gruppi fascisti. Non per questo voglio la guerra partigiana. Penso semplicemente che qualsiasi democrazia abbia dei limiti e che il riconoscimento dei suoi principi sia la condizione per poter interloquire. L'antisemitismo, il razzismo, la misoginia, l'omofobia, per me sono incompatibili con questi principi e di conseguenza non hanno diritto di cittadinanza. Questo per me è il principio. E sono contrario a che si affermi il principio opposto. Nella pratica, per senso di opportunità, di volta in volta si può anche derogare. I gruppi fascisti non li sciogliamo d'autorità, ma nella Costituzione il fascismo continua ad essere messo al bando. Il principio rimane. Infine, c'è una bella differenza tra il parlare con i neomaschilisti da posizioni di dissenso, come in fondo già facciamo in tanti nei nostri blog, e il dargli ragione su quasi tutta la linea, come sostanzialmente fa il blog Abbatto i muri.

Tu hai condiviso un articolo sulla tua bacheca di FB. L'articolo di un blog che esprime una visione secondo me incoerente e tante volte avversa al femminismo. E' la mia opinione. Ovviamente, tu puoi averne una diversa e apprezzare i contenuti di quel blog. Non si tratta di persone o questioni personali. Quando parliamo di Berlusconi, Grillo, Renzi, parliamo di visioni politiche. E' la stessa cosa, quando parliamo di un blogger, per pura comodità espositiva, senza doverlo specificare ogni volta. Di un blog, come di qualsiasi pubblicazione, possiamo rifiutare singoli contenuti, oppure se la riconosciamo, come si direbbe per un giornale, la linea editoriale. Ovvio che le persone non vadano prese a bersaglio. Non vanno però neanche usate come scudo per sottrarsi alla critica.

L'articolo che hai condiviso narra in modo vago dell'esistenza di un movimento pro-madri, reazionario, sessista e moralista, che vuol fare la guerra ai padri e che sta colonizzando l'agenda del femminismo. Ti abbiamo chiesto conto del motivo per cui condividi questi contenuti. Non perchè sia illecito, ma perchè ci sembra strano. Così come ci sembra strana la tua risposta secondo cui c'è stato un trasferimento di "poteri" alle madri, c'è un pregiudizio positivo favorevole alle madri, che pure le ingabbia. E perciò, se si è per la parità di genere, anche su questo versante bisogna riequilibrare, perchè la madre non è sempre il miglior genitore possibile. E così dicendo ci sarebbe pure l'occasione di farla uscire dalla sua gabbia.

Lo ritengo un discorso ingannevole. Anche se fatto in buona fede. Il miglior genitore possibile, penso io, è quello con il quale il bambino vuole stare. Anche i bambini hanno diritto all'ascolto. La condizione di operaio è senz'altro una gabbia. Ma questo non mi porta a magnificare la libertà di licenziamento, come possibilità di maggior tempo libero. Allo stesso modo, la gabbia della madre come ruolo di genere, non mi porta a fare il tifo per il ripristino della podestà dei padri. Nell'antichità, i mariti ripudiavano le mogli e gli portavano via anche i figli. Non per questo le donne uscivano dalle loro gabbie. Il pregiudizio a favore di un genitore o di un altro è un falso problema. Si supera mettendo al centro la soggettività dei figli. Per quanto riguarda gli uomini che vogliono essere buoni padri, comincino a lottare per il congedo parentale e ad accollarsi la loro parte di lavoro domestico. Così diverranno più credibili anche nelle cause di separazione e non avranno bisogno di inventarsi perizie psichiatriche contro la ex moglie. Gli assegni di mantenimento (vero cruccio dei padri separati) si risparmiano realizzando la parità economica tra uomini e donne, non sottraendo i figli alle madri, per affidarli alle proprie madri o alle nuove compagne.

Da una gabbia si esce aumetando i diritti e i poteri dell'ingabbiato, non diminuendoglieli. Il pregiudizio a favore delle madri esiste nella misura in cui consente ai padri di scansare il lavoro di cura e di accudimento. Quando invece i padri si separano e vogliono scansare l'assegno di mantenimento, ecco che i pregiudizi verso le madri cambiano di segno: diventano calunniatrici, manipolatrici, sfruttatrici di uomini bancomat. Il dominio perfetto non esiste. Un qualche margine di potere anche i dominati se lo costruiscono. Diversamente non potrebbero sopravvivere. Ma nessuno immagina di liberarli riducendogli proprio quel margine. O bollandolo come un potere cattivo come un altro. E no, non c'è equiparazione possibile. Se le donne trovano una conferma identitaria nel lavoro di cura, è per come sono state educate alla costruzione della propria identità e per le opportunità (che non hanno) una volta adulte. Come tu ci insegni, si comincia dalla scuola e dal lavoro. E non dalla "repressione" del ruolo materno, per la sua liberazione. Ad esempio nelle sottrazione dei figli sulla base di perizie psichiatriche fondate su malattie immaginarie come la pas e altre. Casi come quello di Cittadella o Battipaglia sono ingiustizie, non opportunità di liberazione, come invece suggerisce la filosofia di Abbatto i muri.

Dici che l'articolo del blog da te condiviso non tratta queste questioni. Indirettamente lo fa. L'articolo riferisce di uno scambio in cui si tentava di screditare l’azione o la opinione di una donna mostrando una foto, tratta da un calendario, in cui era ritratta in posa sexy e poco vestita. Riguarda un post della Rete Interattiva. Che ho criticato io stesso. Alla presidente di questa assocazione, Immacolata Cusmai è stata sottrata la figlia di sei anni, prelevata da scuola alla fine di settembre e proprio in questi giorni sta conducendo uno sciopero della fame davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Articoli del genere di quello da te condiviso, creano un clima rispetto a queste vicende in corso. In modo intempestivo. O tempestivo.

Tu dici complessità. Ti è stato detto confusione. Nella complessità gli elementi che la compongno si possono distinguere. Nella confusione invece si fondono. Ti è stato chiesto cosa c'entra l'immaginario e il potere del materno dei tuoi interventi con il matriarcato che avanza negli articoli di Eretica. Il tuo immaginario con il suo movimento politico reale. Sono riandato a cercare la tua risposta, ma non l'ho trovata. E' vero che hai replicato tante volte, e ti ringrazio della disponibilità, ma non sono rimasto soddisfatto. Nulla di male. Si può rimanere con opinioni diverse o con una confusione in sospeso. Così come si può riprendere e rilanciare la discussione a tutto campo e condividerla su più bacheche. E' quello che è stato fatto con il post di questo blog, che ha provocato la tua reazione così inspiegabilmente risentita.

Forse tu da scrittrice di libri, giornalista di Repubblica, conduttrice di trasmissioni radiofoniche, ospite di programmi televisivi, relatrice di convegni, sei abituata ad un rapporto più tradizionale con il tuo pubblico, anche se sei presente in rete con un tuo blog e con una tua pagina di Facebook. La rete funziona così. Uno dice una cosa e viene commentato e contraddetto da altri. Spesso le discussioni si condividono e si rilanciano. In rete, i confini del dibattitto non sono recintati. Anche le persone comuni hanno diritto di parola. E di parola, vuol dire proprio di parola, non di sussurro. Cioè, ciascuno ha il diritto di prendersi la parola anche nel modo che gli permette di ottenere la maggior amplificazione possibile, cercando almeno di mettersi in pari con i suoi interlocutori. Credo che in tutto questo tu possa starci serenamente. In ben altri conflitti, hai saputo essere un'ottima incassatrice. Puoi accettare di ricevere qualche obiezione, qualche critica anche da qui.


Riferimenti:
Il matriarcato immaginario
Duro, importante, da leggere
Una spaccatura tra donne intellettuali e donne comuni
Un'altra bella lapidazione mi serviva
Ecco quel che succede. Ecco il perché
Il matriarcato immaginario (FB)

One Response to “Muri abbattuti o spostati?”

  1. Lizzi, sui padri separati e sul miglior genitore possibile sono d'accordo con te, condivido le tue critiche su questi temi. Però la polemica con Loredana Lipperini è venuta a noia..parlatevi tra di voi e chiaritevi

Leave a Reply

Powered by Blogger.
© 2010 Massimo Lizzi Suffusion theme by Sayontan Sinha. Converted by tmwwtw for LiteThemes.com.