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Donne e uomini ci parlano dei clienti della prostituzione



Tradotto da Maria Rossi


Donne e anche uomini ci parlano dei "clienti". Il rapporto di potere, il piacere di disporre dell'altro, il disprezzo, anche la violenza. Un rovesciamento della dignità che la società non vuole comprendere, una società che preferisce vedere nel ricorso alle persone prostituite una supposta valvola di sicurezza o un atto ambivalente. 


Noémie
I clienti erano dei pascià. Potevano farci quel che volevano. Questi uomini  esercitano su di noi un rapporto di dominio. Vengono da noi a soddisfare i loro miseri deliri. Il più anziano aveva 85 anni!
Ne vedevo parecchi intorno alla cinquantina. Pochi giovani. Dietro il banco del bar prendevano una bottiglia, sollevavano la gonna, ti palpavano, talvolta volevano andare in tanti con due ragazze. E' una cosa davvero schifosa.
In più, ciò fa parte di un gioco. La competizione tra ragazze; si è orgogliose perché i clienti ci scelgono. Ci si crede dominanti perché loro pagano.
Il denaro giustifica cose schifose. Si hanno in mano 100 euro, ma i danni provocati al corpo e alla mente non sono contabilizzabili. Si superano i limiti ogni giorno, è una trappola. Avevo relazioni con uomini che mi facevano dei regali. Mi sentivo priva di potere, dipendente. Perdevo fiducia in me stessa. Mi chiedevo: chi sono io? Questi clienti finiscono per disgustarti. Senza il sesso, non  sei  nessuno. Alla fine, ci si dice che non si è in grado di fare altro.

Clara
Per i clienti, la prostituta è una nullità. Un oggetto. I clienti mi sembravano cani. Non capisco il piacere che provano. Ho visto di tutto: ossessionati dal sesso, maniaci. Non ho mai mostrato di aver paura. In realtà, avevo molta paura, ma fingevo di essere io a decidere. Conosco ragazze che sono state stuprate, che sono state accoltellate dai clienti, così, per puro piacere. Ci sono ragazze che si sono ammalate, che hanno subito vere e proprie torture. 

Thomas
All'inizio, mi imbattevo in uomini che sembravano molto tracotanti. Per loro tu non sei un essere umano, ma una bestia.  In seguito, ho scelto i clienti per evitare quelli. 
Gli altri volevano essenzialmente sognare, evadere. Era come un gioco di ruolo. Li lasciavo parlare, li ascoltavo (o, piuttosto, facevo finta di ascoltarli) per dargli l'illusione di vivere un bel momento. Si era instaurato un rapporto simile a quello tra maestro e discepolo, un rapporto brutale nascosto sotto la maschera della dolcezza. Certi avevano una doppia vita. Il giorno: la vita da signore per bene, la notte da cliente che si serviva di un uomo prostituito per risollevare il proprio ego. 
Ho l'impressione che questi fossero sospinti verso gli uomini prostituiti dalla noia e dalla solitudine. Per gli altri, forse, il ricorso alla prostituzione era causato dalla non accettazione della propria sessualità. Ci sono, certo, degli omosessuali. Ma alcuni, sadici o frustrati, vengono apposta da noi per umiliare gli uomini che si prostituiscono; per farli sentire inferiori, sia in quanto prostituti sia in quanto gay.
La violenza c'è. Alcuni vi guardano come se foste delle bestie, vi esaminano i denti, vi palpano il sedere.  Di più: alcuni rifiutano il preservativo che giudicano come un affronto alla loro virilità. Ad ogni modo, qualsiasi forma di prostituzione, qualsiasi illusione di dolcezza, è in realtà una violenza, non bisogna farsi ingannare. In ogni caso, certi mi hanno già percosso.

Fiona
Gli uomini. Alcuni allungano il denaro sulla soglia della stanza. Dicono: «voglio questa roba qui». Sì, proprio «questa roba»
Ci sono anche quelli che dicono: «non importa cosa», guardando la gestrice del locale. 
C'è odio. Ci sono quelli che contrattano il prezzo, che trovano che è eccessivo. Avete l'impressione di essere un pezzo di carne in una macelleria. Quelli che dicono alla gestrice, guardandoci: «Hai solo questa roba?».
Fortunatamente, si presta ascolto soltanto quando viene pronunciato il proprio pseudonimo. Si pensa che il cliente si riferisca  ad un'altra, non a sé.
Ci sono dei clienti violenti, certo. Bisogna sapere che ci sono degli uomini che vengono [da noi] perché detestano le donne. Per loro, le donne sono oggetti o sono inferiori, oppure sentono il bisogno di vendicarsi. O hanno delle fantasie e non si rendono conto che il nostro corpo non può sopportare tutto.
Per me, è ancora più pericoloso che in strada. Su un'auto, se urlate, qualcuno può sentirvi. Ma là siete in una stanza, non ci sono telecamere, al padrone è vietato intervenire. Siete sole. In ogni caso, non racconterete nulla, per non compromettere la reputazione del locale. Conta solo il business.
E poi il cliente paga e, dunque, ha il diritto di fare ciò che vuole. E' l'idea che tutti hanno interiorizzato nell'ambiente della prostituzione, a cominciare da noi. 
Quando subiamo queste violenze, ci diciamo: è accaduto e rimuoviamo l'evento. E' successo che alcuni uomini mi abbiano provocato bruciature con le sigarette; non l'ho neppure raccontato al padrone del locale. Con quel che si guadagna, è necessario tacere. Ad ogni modo, si relativizza tutto quel che accade. E' un altro mondo. Si vive di notte, non si ha più lo stesso nome, non si indossano più gli stessi abiti, ci sono l'alcool, le droghe, tutto ciò che fa entrare in un altro mondo, appunto. Tutto ciò che accade in un bordello rimane all'interno del bordello. 

Una escort
I clienti? Non accettano che gli si dica di no. Altrimenti iniziano subito ad insultarti. Diventano cattivi. Ma loro vi piantano in asso senza problemi. Se si è una escort, si deve accettare di tutto. Ci sono due tipi micragnosi di clienti: quelli che mercanteggiano sul prezzo e quelli che vi trattano da sgualdrina o da brutta puttana. Pretendono che noi siamo a loro disposizione. Infatti, in genere ci disprezzano.

Naïma
Non riesco a  comprendere il loro comportamento. Il piacere di pagare? Il potere, per loro, a quanto pare, è anche il possesso della donna. La prostituzione è  esercitare il potere su una persona più debole.
E' duro confrontarsi con la realtà di quel che sono gli uomini. Per me, i clienti sono violenti. Ci sono quelli che commettono violenze fisiche, i barbari - io pago, tu taci ed obbedisci - ma anche gli altri sono violenti; moralmente, con i loro mezzi di pressione; fanno credere e ci fanno credere che sono lì per aiutarci.
Ho la sensazione che i clienti preferiscano le donne distrutte, ciò li eccita. Amano le sfide. 

2 Responses to “Donne e uomini ci parlano dei clienti della prostituzione”

  1. Ciao Massimo e Maria, grazie del post e mi ha colpito molto il riferimento a "risollevare il proprio ego". Secondo voi ha senso analizzare queste testimonianze con gli schemi dell'analisi transazionale? Grazie, ciao.

  2. Secondo me e Massimo, sì. Si possono analizzare queste testimonianze anche adottando una prospettiva particolare, come quella che proponi tu, che consiste appunto nell'applicare ad esse gli schemi dell'analisi transazionale. Siamo sicuri che riusciresti a svolgere un lavoro proficuo e interessante e ad attingere da queste testimonianze, benché brevi, informazioni preziose sulle dinamiche relazionali che si instaurano tra cliente e prostituta. Se le testimonianze di donne prostituite ti interessano, mi impegnerò a tradurne altre.

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