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Battiato insulta le donne, le prostitute e il parlamento

Se esiste una categoria a rischio di subire violenza e delitti, quella è la categoria delle prostitute. Donne schiavizzate dalla forza e dal bisogno, colonizzate da un meschino immaginario maschile. Vanno aiutate, liberate, non insultate o usate come parametro di insulto. Alimentare il disprezzo nei loro confronti è una pessima abitudine, un comportamento criminale molto diffuso. 

Un comportamento messo in pratica, ogni volta che un uomo vuole rimettere al suo posto una donna. Delegittimarla da qualsiasi ruolo non sia subordinato a quello dell'uomo. La puttana, secondo Paola Tablet (cit. Ricciocorno), è la donna che incorre nella disapprovazione sociale, quando non accetta il contratto socio-economico, quando lo viola, quando si ribella agli obblighi contrattuali previsti e determinati dal contesto sociale in cui vive. Paradossalmente, le donne ricevono tale definizione, proprio quando smettono di essere tali, quando si emancipano. Antonella Loconsolo racconta di come questo genere di insulto sia di frequente proferito alle donne elette nei consigli di circoscrizione di Milano.

Oggi questa definizione è stata dedicata alle donne parlamentari della Repubblica da un famoso cantautore, attuale assessore alla cultura della Regione Sicilia, Franco Battiato, durante un incontro istituzionale presso il parlamento europeo. Il quale così si è espresso: "Ci sono troie in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino".

Se ci sono troie in giro in parlamento, si potrà dire chi sono. Se ci sono loro, ci saranno anche i puttanieri che le hanno volute e selezionate. Perchè Battiato non punta il dito contro di essi?

La sua spregevole afferamzione sessista, viene resa dai giornali come una "frase choc" e come "un durissimo affondo". Descrizioni che ne mettono in evidenza il tono, ma rimangono neutrali sul contenuto e sulla sua correttezza. La frase è postata sulle pagine di FB dei quotidiani, tra cui Repubblica, dando luogo ad una lunga scia di commenti, tanti di approvazione, talvolta vergognosi, insultanti anche nei confronti della presidente della Camera, che ha così replicato agli insulti dell'assessore cantautore.

"Stento a credere che un uomo di cultura come Franco Battiato, peraltro impegnato ora in un’esperienza di governo in una Regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari. Da Presidente della Camera dei Deputati e da donna respingo nel modo più fermo l’insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive. La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall’oltraggio".

Battiato si difende dicendo che si riferiva al precedente parlamento ed anche agli uomini. Eppure si è espresso all'indicativo presente. Battiato dovrebbe sapere che esistono cose come il sessismo, il razzismo, l'antisemitismo, che hanno il loro lessico, le loro parole topiche. Non basta chiamare "sporchi negri" anche i bianchi o "tirchi rabbini" anche i cristiani, per non essere razzisti. Se è il linguaggio ad essere maschilista, un professionista della cultura e della comunicazione, un uomo delle istituzioni, non può ignorarlo e legittimare la misoginia serpeggiante in tanta parte della società italiana, che in queste ore affiora così bene nei messaggi con lui solidali, perchè insultare in quel modo anche una sola donna significa bombardare a tappeto tutte le donne. Se si sbaglia, si può ammettere l'errore. Invece, leggiamo che Battiato dice di essere stato frainteso. Come un berlusconiano qualsiasi. Leggere il maschilismo che si difende e rifiuta di riconoscersi, è sempre molto penoso e avvilente.

Pubblicato su Giulia Giornaliste Unite

Vedi anche:
Troia, il peggior insulto che ci sia per l'assessore Battiato (Mezzocielo)
Tutto il mondo è paese! (Un'altro genere di comunicazione)
Dicesi mignotta. E io mi indigno... (Giulia Globalist)
Linguaggi da ricostruire (Scateniamo tempeste)
Travaglio imita Battiato: «Il re è nudo (ma) la regina è troia»

2 Responses to “Battiato insulta le donne, le prostitute e il parlamento”

  1. Per quanto riguarda Battiato, si deve dire che la parola troia ha diversi significati in base al contesto, e che è stato usato un significato fuori dal contesto in cui Battiato l'ha posta, ovvero la politica.

    E poiché da premesse sbagliate si giunge a conclusioni sbagliate è necessario verificare la validità delle premesse della critica a Battiato.

    Chi usa l'appellativo "puttana" verso una donna, riferendosi alla sua attività sessuale, sta negando a tutte le donne, e agli uomini che hanno rapporti sessuali con queste donne, il diritto ad una sessualità e ad un ruolo autodeterminato, portando avanti tradizioni, secondo cui la verginità e l'astinenza sessuale sono valori importanti per una donna, senza spiegarne il perché; costringendole a doversi legare sentimentalmente, e dunque dipendere soltanto da una persona (uomo/donna) per appagare i propri bisogni sessuali senza venir considerate ragazze di facili costumi da emarginare e denigrare.
    Le donne hanno il diritto di fare sesso con tante persone e con la frequenza che vogliono. Hanno il dovere di fare molta introspezione prima di promettere fedeltà sessuale, ed è necessario che chiariscano al partner che questa promessa non può essere mantenuta con la forza, perché è una promessa scelta in libertà e diventerebbe una promessa imposta in modo autoritario. E le donne che fanno sesso con tante persone hanno il diritto di rispettare chi preferisce farlo sono con una. Le donne che vogliono sentirsi affettivamente indipendenti hanno il diritto di rispettare chi crede che la cosa più bella sia essere la decorazione di un uomo.


    Allo stesso modo, chi usa l'appellativo "porco" o "morto di figa" o "puttaniere" o "donnaiolo" verso un uomo, riferendosi alla sua attività sessuale, sta negando a tutti gli uomini e alle donne che hanno rapporti sessuali con loro il diritto ad una sessualità e ad un ruolo audeterminato, portando avanti tradizioni, secondo cui la dedizione alla famiglia formata da due persone monogame sono valori importanti per ritenersi veri uomini; costringendo gli uomini a doversi legare sentimentalmente, dunque dipendere soltanto da una donna per appagare i propri bisogni sessuali senza venir considerati ragazzi di facili costumi ed essere emarginati e denigrati.
    Gli uomini hanno il diritto di fare sesso con tante persone e con la frequenza che vogliono. Hanno il dovere di fare molta introspezione prima di promettere fedeltà sessuale, ed è necessario che chiariscano al partner che questa promessa non può essere mantenuta con la forza, perché è una promessa scelta in libertà e diventerebbe una promessa imposta in modo autoritario.

    Invece, chi usa l'appellativo troia o puttaniere verso una donna o un uomo riferendosi agli scopi della sua attività sessuale come l'ottenere dei vantaggi che producono problemi agli altri, come nella politica, sta sottolineando l'importanza della correttezza e del merito ai fini del benessere sociale, e non negando la libertà sessuale.

  2. "Troie di regime" stava in una bellissima canzone di De Andrè e aveva un suo senso in quel contesto. Se Battiato avesse messo quella parola in una sua canzone lo avrei difeso ma non è così. In quel momento non era un artista era un assessore e doveva usare un altro linguaggio

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