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Sul femminismo individualista e postmoderno

Il femminismo individualista - quello «della scelta di fare delle scelte» - si sviluppa sulla base di un'uguaglianza data già per acquisita. [...] L'adesione a questa finzione di uguaglianza tra i sessi porta alcune femministe a concedere priorità alla libertà di scelta e all'azione individuale come mezzi di autodeterminazione delle donne. Si giunge così a sostenere l'idea che le donne e le ragazze possiedano ormai gli strumenti per sfuggire ai condizionamenti sociali: non essendo più, secondo queste femministe, le condizioni di diseguaglianza sistematiche, bensì individuali. Così, le strategie privilegiate preconizzano l'abbandono del concetto di patriarcato, formulato in termini di rapporti di potere e di divisione sessuale del lavoro, a favore della promozione di un femminismo orientato verso un progetto di realizzazione personale. Queste femministe abbracciano, in modo qualche volta sconcertante, una logica neoliberale utilitarista. E ciò, malgrado la persistenza della discriminazione sistematica che riguarda tutte le donne, - ma particolarmente quelle delle classi povere - e il conservatorismo, che presentano enormi rischi per i diritti delle donne.
(Francine Descarries, Féministes, gare à la dépolitisation! Les féminismes individualiste et postmoderne)

La seconda corrente è quella del femminismo postmoderno, la cui avanguardia può essere associata alla teoria queer e alla sua ambizione di rimettere in causa le identità fisse (uomo/donna) del sistema eterosessuale. [...] Esso si caratterizza per la prevalenza accordata alla decostruzione della categoria «donne» in nome delle molteplici differenze sessuali e culturali e all'analisi del sesso/genere come referente identitario e simbolico. La trasgressione dell'identità sessuale è proposta come strategia sovversiva. Questa posizione conduce questa corrente del femminismo a centrare la propria analisi sull'eterosessismo piuttosto che sul patriarcato e sui rapporti di potere che lo riproducono. Ora, trascurando i rapporti sociali che forgiano le relazioni tra le donne e gli uomini, queste femministe arrivano a perdere di vista, molto spesso, il nucleo socio-politico della lotta femminista.
(Francine Descarries, Féministes, gare à la dépolitisation! Les féminismes individualiste et postmoderne)

Nell'attuale congiuntura, tanto il femminismo individualista quanto il femminismo postmoderno mi paiono dunque offrire una concezione troppo spoliticizzata dei rapporti sociali tra i sessi. Sulla base di argomentazioni non troppo diverse, l'uno e l'altro tendono ad astrarre dalle conseguenze concrete dei rapporti di potere che mantengono la divisione e la gerarchia tra i sessi. Queste correnti sottostimano i problemi culturali, socio-economici e politici specificamente iscritti nei corpi e nella sessualità delle donne, così come gli effetti persistenti e materiali della divisione sessuale del lavoro.
(Francine Descarries, Féministes, gare à la dépolitisation! Les féminismes individualiste et postmoderne)

Traduzione di Maria Rossi
(In foto: Wendy Mc Elroy, qui una sua intervista)

One Response to “Sul femminismo individualista e postmoderno”

  1. Wendy McElroy sarà anche liberista ma sulla rivoluzione industriale ha pienamente ragione: senza sviluppo industriale e tecnologico niente movimento di emancipazione femminile e niente movimento operaio e quindi niente progresso civile e sociale..è un fatto.
    Poi vabbè la teoria queer si può criticare (io a differenza della Butler non sono sicuro che l'identità di genere si possa ridurre ad una dimensione puramente "performativa") ma credo che il femminismo libertario abbia delle intuizioni interessanti senza voler negare l'importanza di fattori economici e sociali e culturali..questi di per sè però non ci rendono burattini eterodiretti

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