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Sulla equiparazione tra Israele e il nazismo

Ieri, ho sostenuto la legittimità di Repubblica a rimuovere il post di Piergiorgio Odifreddi che qualificava Israele Dieci volte peggio dei nazisti sul blog Il non senso della vita, da lui curato sul sito del quotidiano ed ho interpretato tale rimozione, non come una censura volta ad occultare un pensiero, ma come una dissociazione volta a non essere corresponsabili di quel pensiero. Questo mio punto di vista è stato commentato negativamente su Agorà di Cloro. Commento rilanciato su Comedonchisciotte, una pubblicazione online dell’arcipelago rosso-bruno, secondo una rassegna di Valerio Evangelisti. Poi anche su Apocalisse laicaOltre la coltre, e Altra informazione.

Tre precisazioni. 1) Ho riportato la versione di Odifreddi secondo cui il post sarebbe stato rimosso in seguito a pressioni della comunità ebraica. E’ possibile. Ma non ho nessun elemento per confermarlo o per negarlo. Non l’ho negato. Ho solo detto di non conoscere la motivazione ufficiale della censura da parte di Repubblica. Quindi, ho dato la mia interpretazione. 2) Non ho fatto alcun cenno alla eventuale retribuzione di Odifreddi. Ho scritto che, sul piano della legittimità, la censura di Repubblica sarebbe criticabile solo se violasse un contratto. 3) Non penso che Odifreddi sia un odiatore di ebrei. Penso che sia un antireligioso e che in questa sua ostilità alle religioni comprenda anche l’ebraismo. Forse è la stessa condizione di Barbara Cloro. Tuttavia, è un fatto che il paragone tra Israele e il nazismo sia molto in voga tra gli antisemiti. Una ragione in più per evitarlo.

Invece è vero, ho scritto che Forse, al posto del direttore di Repubblica, neppure io avrei voluto essere corresponsabile, perchè in questi incauti paragoni vedo la volontà, o comunque l’effetto, di colpire e offendere gli israeliani in quanto ebrei. Un paragone che suggerisce un’idea: le vittime di ieri sono i carnefici di oggi. Come se tra Primo Levi e Benjamin Netanyahu non vi fosse soluzione di continuità. E che dunque la persecuzione di ieri non era del tutto ingiustificata, con il senno di poi. Quanto meno andrebbe relativizzata. Questo è l’esito contestuale del paragone: aggrava il giudizio su Israele e lo attenua sul nazismo. 

Se entriamo nel merito, vediamo che il paragone di Odifreddi, oltre che inopportuno, è proprio sbagliato. Egli ha messo a confronto il rapporto tra le vittime di “Piombo fuso” (1400 palestinesi contro 15 israeliani), con la politica tedesca del “dieci contro uno” messo in atto con la strage delle Fosse Ardeatine in risposta all’attentato partigiano di Via Rasella e in altre rappresaglie. Ma la politica tedesca del “dieci contro uno” veniva praticata contro ostaggi e prigionieri inermi. E’ come se Israele reagisse agli attentati terroristici o ai lanci di razzi, uccidendo una parte degli undicimila palestinesi detenuti nelle sue carceri. I nazisti non facevano prigionieri, o se li facevano li spedivano nei campi di concentramento a svolgere lavori forzati finché potevano sopravvivere. Su questo piano il paragone non esiste. Se lo si vuole fare esistere solo sulla base dei numeri, cambia il giudizio storico sul molte cose. E’ l’argomento sempre usato da fascisti e revisionisti per sostenere che il comunismo è stato peggio del nazifascismo perchè molto più sanguinario. Si pensi al rapporto numerico tra le vittime nello sterminio dei kulaki o nella rivoluzione culturale cinese. Piergiorgio Odifreddi (e Barbara Cloro) dovrebbero dire sulla base di questo solo argomento che i bolscevichi e i comunisti cinesi furono dieci, cento, mille volte peggio dei nazisti. Si pensi ai numeri finali della nostra guerra di liberazione: 200 mila italiani uccisi contro 260 mila tedeschi. Alla fine, alleati e partigiani, un po’ più sanguinari dei nazisti.

Ciò detto è evidente che Israele nei confronti dei palestinesi pratichi un regime di occupazione brutale, un apartheid di fatto, che le sue reazioni siano sproporzionate, che commetta crimini, bombardando zone densamente popolate, colpendo le infrastrutture civili, eseguendo omicidi mirati con relativi “effetti collaterali”, che imponga un blocco a Gaza, che costitusce una punizione collettiva, che non si assuma la responsabilità di quello che fa, accusando la controparte di essere terrorista, di nascondersi tra i civili, di nutrire un odio fuori contesto, dandone una rappresentazione disumanizzata. Caratteri questi che possono riconoscersi anche negli occupanti tedeschi. Tutt’oggi nella pubblcistica in Germania si accusano i partigiani italiani di avere esposto vigliaccamente la popolazione civile alla rappresaglia tedesca. Ma sono caratteri comuni a tutti i conflitti asimmetrici, dove uno stato, un esercito regolare si misura contro una guerriglia. Ieri e oggi. Asimmetriche sono le guerre coloniali.

Tutto questo non relativizza il nazismo, perchè il nazismo non si qualifica per il primato della quantità di violenza, o per un certo modo di esercitarla, ma per il fatto di averla esercitata contro gruppi umani - gli ebrei, i disabili, gli omosessuali, gli zingari, gli slavi - che non erano nè oppositori, nè concorrenti, ma erano soltanto quel che erano fin dalla nascita, senza alcuna possibilità di arrendersi, convertirsi, fuggire.

Gli israeliani si comportano molto male con i palestinesi. Perchè vogliono la loro terra. Tuttavia, agiscono in vari modi, a volte con il bastone, a volte con la carota, e agiscono sempre per un motivo. Se i palestinesi si arrendessero, se capitolassero, il conflitto sarebbe risolto. Se i palestinesi migrassero, nessun israeliano cercherebbe di fermarli o di infierire su di loro. Gli ebrei invece qualunque cosa facessero - combattere, arrendersi, capitolare, migrare - dal punto di vista del Terzo Reich non avevano e non dovevano avere scampo. La differenza la fanno le camere a gas e i forni crematori. La differenza la fa l'idea di un capro espiatorio assoluto.

Una madre entra nel campo con due figli piccoli.
Il militare nazista le domanda: "quale dei due vuoi che ti uccidiamo?"
Lei deve scegliere la morte di uno dei due figli, altrimenti verranno uccisi entrambi.

Questa cosa non ha nessun senso, nessuna equiparazione e non può essere relativizzata. Tanté che, da parte di eredi e nostalgici del Terzo Reich, non viene giustificata o rielaborata criticamente in alcun modo. Viene soltanto negata.


Commenti sul Forum di sinistra di Facebook

2 Responses to “Sulla equiparazione tra Israele e il nazismo”

  1. Da quanto ho potuto leggere qui, quella di Odifreddi era la classica trovata ad effetto... Quella censura non ci ha fatto perder nulla. ;) Concordo con Lizzi nel dire che ogni affermazione pubblica andrebbe soppesata mille volte, soprattutto quando riguarda fenomeni storici di così grande portata. Grazie a Lizzi per averlo ricordato. :)

  2. Certo, per uno che aveva fatto della laicità, della libertà d'espressione, della razionalità scientifica e dell'ateismo le proprie bandiere, finire per sposare le asfissianti escatologie millenariste degli Ayatollah di Teheran e le mortifere profezie oscurantiste dei fondamentalisti di Gaza, rappresenta un esito finale davvero malinconico e inglorioso.
    Ecco cosa succede ad anteporre l'astio alla ragione: si corre in soccorso della Sharia in nome dell'illuminismo. L'ossimoro è davvero la dialettica degli idioti, così come l'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli.
    Ciao Piergiorgio, salutaci i tuoi cari mullah, quando discuterai con loro delle 72 vergini che ti attendono come premio per il tuo eroismo solitario. Tanto puoi stare tranquillo, quelli sono dei pazzi fanatici religiosi, certo, però non sono mica scemi. A un utile idiota come te la testa non gliela taglieranno mai, per aver insultato l'Islam. Mica ti impiccheranno o ti lapidaranno, a te. Anzi, ti terranno ben stretto e ti coccoleranno, come pistola fumante, prova provata dell'odiosa censura del decadente occidente, dove non si può nemmeno diffamare in santa pace gli ebrei, dicendo che trentacinquemila vittime in novant'anni anni sono dieci volte peggio di sei milioni in quattro - un giudizio notevole, sia da un punto di vista strettamente aritmetico che da uno etico e morale.
    PS
    Che si tratti proprio una diffamazione e demonizzazione razzista lo afferma anche l'amministrazione Obama, oltre alla logica, l'aritmetica, il buon senso, l'etica e la morale.
    http://www.state.gov/j/drl/rls/fs/2010/122352.htm
    Ed ora che ululino pure di rabbia contro il "negro" servo della cospirazione demoplutogiudaicomassonica, delle banke e dei poteri forti... non li conoscessimo...

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