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Votare alle primarie del centrosinistra?

Il centrosinistra, la coalizione che probabilmente governerà il paese nella prossima legislatura, a meno che la riforma elettorale non prefiguri il pareggio, propone ai cittadini, mediante elezioni primarie, di scegliere il candidato premier, tra cinque candidati: Pierluigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato. Messi tutti a confronto da SkyTg24.

Per chi si riconosce nel centrosinistra c’è solo il problema di individuare il candidato giusto. Per chi si riconosce nella sinistra diversa dal PD c’è il problema di scegliere se partecipare alle primarie. Il tema ha già spaccato la Federazione della sinistra. Oliviero Diliberto (Pdci) e Cesare Salvi (Partito del lavoro) parteciperanno, appoggiando Nichi Vendola, Paolo Ferrero (Prc) non parteciperà, per lavorare alla costruzione di una lista di sinistra unitaria con Alba, De Magistris e l’Italia dei Valori. Secondo Ferrero, chi vota alle primarie aderisce alla Carta d’intenti del centrosinistra e quindi alle politiche del governo Monti, poichè la Carta prevede l’applicazione dei trattati sottoscritti da Monti e la prosecuzione delle sue politiche.

La citazione della Carta a cui si riferisce il segretario del Prc è la seguente: Le forze della coalizione, in un quadro di lealtà e di civiltà dei rapporti, si dovranno impegnare a (...) assicurare la lealtà istituzionale agli impegni internazionali e ai trattati sottoscritti dal nostro Paese, fino alla verifica operativa e all’eventuale rinegoziazione degli stessi in accordo con gli altri governi.

Tale citazione è interpretabile nel senso che dice Ferrero, ma secondo me non esclude che un premier critico nei confronti di quei trattati, quali potrebbe essere Nichi Vendola o Laura Puppato, ne promuova la rinegoziazione, quando nel prossimo anno sarà già possibile una prima verifica operativa. Se le politiche di austerità riducono il Pil più del debito, aggravando il rapporto debito/Pil, la verifica è negativa. Ed è quanto successo platealmente in Grecia. Inoltre, il centrosinistra dovrà tener fede a tutti gli intenti della Carta, direi tutti compatibili e abbastanza coerenti con una impostazione di sinistra. Se si apriranno contraddizioni tra un intento e l’altro, nella impossibilità di risolverle, bisognerà scegliere.

Con ciò, non penso che dobbiamo sposarci oggi e per il futuro con il centrosinistra. Viene data una opportunità, che non preclude nessun altra strada e che non toglie nulla ad altre proposte: quella di scegliere adesso il candidato, il più a sinistra possibile della coalizione dei democratici e dei progressisti. Non vedo il motivo per non usarla. Poi, a secondo dell’esito delle primarie, della legge elettorale, delle forze in campo, avremo di nuovo la possibilità di scegliere nelle prossime elezioni l’opzione di sinistra più coerente e più efficace.

Alcuni pensano che l’eventuale vittoria di Matteo Renzi (il candidato più a destra) potrebbe costituire un proficuo chiarimento: spaccherebbe il Partito democratico e libererebbe forze da riaggregare a sinistra. E’ un vecchio calcolo mai ben riuscito, già ai tempi di Veltroni e dello scioglimento dei Ds. Si è sempre liberato molto poco, quel partito ha continuato a mantenere la maggioranza della sinistra, il delusi e dissenzienti sono andati a disperdersi nell’astensione o nel nuovo movimento di Beppe Grillo. I democratici e i progressisti guidati da Matteo Renzi o condizionati da una sua forte affermazione, sarebbero più spregiudicati nell’applicare quei trattati e quelle politiche che Ferrero vuole contrastare, mentre un condizionamento di sinistra più forte, permetterebbe, se non di invertire la rotta, almeno di ridurre il danno in attesa di tempi migliori.

Infine, c'è da valorizzare l’opportunità ridurre il potere di cooptazione degli apparati. Le primarie, pur imperfette secondo una nostra idea di partecipazione militante, hanno permesso l’affermazione di molti candidati alternativi nelle elezioni amministrative, da Nichi Vendola governatore della Puglia a Giuliano Pisapia sindaco di Milano, candidati appoggiati dalla stessa Rifondazione comunista. Perchè questa opportunità sia consolidata c’è bisogno di un successo di partecipazione.

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