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Genitori assolti per infibulazione?

I giornali hanno titolato «Infibulazione: genitori assolti». Gli articoli raccontano di una sentenza rovesciata in appello, la prima ad applicare la legge contro l'infibulazione. Ma si è davvero trattato di infibulazione? Secondo i legali della famiglia no.

«Da parte nostra - precisano gli avvocati Lombardo e Lorenzetto - abbiamo sempre sostenuto che non si è trattato di infibulazione e che, invece, era stata praticata solo una piccola incisione che, come accertato dai nostri consulenti, non pregiudicherà lo sviluppo sessuale con la crescita». Secondo i legali, dunque, «non ci fu una mutilazione, una menomazione o un atto violento», bensì - al contrario «un’incisione minimale», di pochi millimetri, praticata agli organi genitali femminili. Una tradizione di lunga data, capillarmente diffusa in alcune zone della Nigeria e, in particolare, tra la tribù dei Bini. (Corsera)

La legge italiana vieta l'infibulazione.

L'infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell'asportazione del clitoride (escissione), delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale(Wikipedia)

O qualsiasi pratica cagioni effetti dello stesso tipo:

Con la legge 9 gennaio 2006, n. 7, il Parlamento italiano ha provveduto a tutelare la donna dalle pratiche di mutilazione genitale femminile, in attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne. Al codice penale è aggiunto l'articolo 583-bis che punisce con la reclusione da quattro a dodici anni chi, senza esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili. Per mutilazione il legislatore intende, oltre alla infibulazione, anche la clitoridectomia, l'escissione o comunque (norma di chiusura) qualsiasi pratica che cagioni effetti dello stesso tipo. (Wikipedia)

La «incisione minimale» oggetto della sentenza potrebbe non rientrare in questi casi, se non ha gli stessi effetti, se non ha alcun effetto negativo sullo sviluppo sessuale della bambina. Sembra essere stato questo l'orientamento del giudice.

Si può essere favorevoli ad una interpretazione estensiva del divieto, che riguardi qualsiasi tipo di intervento non necessario sugli organi genitali delle bambine. E dei bambini. Una legge così fatta però finirebbe per dover vietare anche la circoncisione, come si è proposto di fare in Germania.

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