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Voteresti Movimento 5 stelle?

Penso di confermare il voto alla Federazione della Sinistra. Ma esiste un insieme di partiti che reputo votabili, Sel, Pd, Idv. Altri non li voterei mai: Terzo Polo, Pdl, Lega, e tutto quel che si può trovare a destra. Il Movimento cinque stelle, è un soggetto politico votabile. E capisco chi lo vuol votare, data l'attrazione che esercita, si presenta come la forza che più credibilmente può dare una spallata al sistema. 

In quale direzione, è una incognita fino ad un certo punto, se si guarda alle battaglie di Grillo in questi anni. Contro la Tav, gli inceneritori, i termovalorizzatori, per la raccolta differenziata, contro la Telecom e Parmalat in difesa di consumatori e risparmiatori, contro il potere delle banche, contro la legge Biagi, in difesa dell'articolo 18. Vittorio Feltri diceva che il programma di Beppe Grillo somiglia molto a quello di Rifondazione Comunista. Per molti anni i testi glieli ha scritti Stefano Benni umorista del Manifesto. Ha collaborato con lui anche Michele Serra, già direttore di Cuore. 

A parte la Tav, forse negli ultimi tempi, Grillo ha attenuato questi temi, per concentrarsi su quelli che gli portano più facilmente consenso, soprattutto da destra, dato che Pdl e Lega sembrano in disfacimento: i costi della politica, il finanziamento ai partiti, il finanziamento ai giornali, qualche parola ambigua nei confronti degli immigrati e pure verso la mafia. Sono difetti, ma non sono inediti. Il tema del finanziamento pubblico è da sempre cavallo di battaglia dei radicali, sui quali ci hanno fatto anche un referendum, peraltro vinto e poi aggirato dai partiti sconfitti. Parole (e politiche) ambigue sugli immigrati sono state dette e fatte anche dal centrosinistra, dall'introduzione dei centri di detenzione temporanea alle ordinanze dei sindaci sceriffo.

Il porsi contro tutto e tutti è tipico dei movimenti che debuttano nel sistema politico. Persino i verdi, nel 1985, attraverso i volti educati e signorili di Gianni Mattioli e Massimo Scalia, contrapponevano se stessi ai partiti tradizionali, rifiutando di sbilanciarsi in anticipo in tema di alleanze, prima di diventare una componente stabile delle alleanze progressiste.

Demagogia, populismo, antipolitica, qualunquismo sono le parole magiche con cui il M5S viene demonizzato. Sono parole che, appellandosi alla paura, evitano di spiegare perchè la maggioranza degli elettori mostra di non fidarsi dei partiti attuali. Emanuele Macaluso ha contestato il paragone tra Grillo e Guglielmo Giannini, fondatore dell'Uomo Qualunque, poichè Giannini aveva un altro spessore, un altra cultura. Insomma, il paragone sarebbe troppo edificante per Grillo. Possibile. D'altra parte, tutto il quadro di quell'epoca, presentava un altro spessore e un'altra cultura. Bersani non è Togliatti e neppure Nenni, Berlusconi non è De Gasperi. Dire di quegli uomini, di quei partiti, che erano tutti uguali, pur avendo idee di politica economica, di politica estera, di modello di società, alternative, poteva non avere senso. Dirlo degli attuali partiti una verosimiglianza ce l'ha. Non sono forse insieme sui fondamenti della politica estera, economica, sull'idea di sviluppo? Tutti insieme a far la guerra alla Libia, tutti insieme a costruire la Tav, tutti insieme a precarizzare il lavoro, prima Treu e poi Maroni.

I rapporti tra Grillo e Casaleggio sono opachi, la democrazia interna del movimento è molto dubbia, forse inesistente. Ma siamo alle solite, tutta la politica ha un rapporto opaco con il potere economico, politici diventano banchieri, banchieri diventano politici. Chi finanzia chi, chi fa le leggi in favore di chi. Se Grillo non è proprio nuovo, mal che vada sarà una replica di quel che c'è. Al momento non sembra presentare pericoli più rilevanti, per ora il M5S non ha fatto nulla di male, non si è affacciato alla politica come la Lega, sparando su immigrati e meridionali, minacciando la secessione, non è sceso in campo come Forza Italia, per salvare un padrone dai debiti e dalle inchieste giudiziarie. Può esserci più o meno simpatico, ma perchè averne paura?

Forse il Movimento si sposterà più a destra, se Lega e Pdl non riusciranno a riprendersi, se nessun altro movimento li sostituirà, se il confronto sarà soprattutto con il Partito democratico. Resta comunque molto interessante l'esperimento di un soggetto politico aggregatosi, anche grazie alla popolarità di un comico, intorno ad un blog e poi spopolato sui social network. L'affermazione di Grillo è anche l'affermazione della politica in Internet. Oltre al suo umorismo, anche questo me lo rende simpatico. Ma credo, per quanto mi riguarda, dovrà accontentarsi di un attestato di simpatia.

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