Post più vecchio Post più recente

La giornata della memoria



La giornata della memoria è stata criticata negli anni per almeno tre motivi: 1) E' un appuntamento retorico e come tale banalizzante; 2) Non riguarda l'Italia che non ha le responsabilità della Germania; 3) Afferma la centralità di un genocidio e così relativizza, peggio dimentica, l'importanza di altri genocidi.

* * *

In questo paese, non la pensiamo allo stesso modo nei riguardi di alcune giornate celebrative. Per esempio sul 25 aprile. Ma anche sul 1 maggio. Mentre il 25 aprile è apertamente contestato da una parte dello schieramento politico, il 1° maggio è vissuto come proprio solo da una parte degli italiani. Basta partecipare alle celebrazioni per rendersene conto.
Così è anche nei confronti della giornata della memoria. Il cui significato non è affatto universalmente riconosciuto, neppure qui in Italia, e non solo da parte dei fascisti o post-fascisti. Sorvolando su chi sostiene che l'olocausto è una "menzogna", si è diffusa negli ultimi anni, nella cosiddetta storiografia revisionista, una tesi relativista (sostenuta per esempio da Sergio Romano), secondo cui la Shoah, è stata si un grande massacro, ma pari ad altri grandi massacri, per esempio lo sterminio dei kulaki. Tesi che si è riflessa anche nel dibattito parlamentare istitutivo del giorno della memoria, in cui tutta la destra chiedeva fosse la giornata in onore delle vittime di tutti i totalitarismi.
Allora, nel paese che fu principale alleato della Germania hitleriana, che approvò le leggi razziali, che ha ancor oggi una parte importante del suo schieramento politico erede di quella storia, in cui il revisionismo storiografico è tutt'altro che ai margini e la memoria storica tra le giovani generazioni tutt'altro che diffusa e radicata, ha senso provare a costituire attorno al rifiuto totale del razzismo antisemita e della coscienza storica delle nostre responsabilità, un elmento di identità nazionale? Tentativo che è lotta politica, e non può essere altrimenti. Secondo me, si. (gen. 2003).

* * *

L'antisemitismo moderno ha avuto proprio nel nazionalismo il suo centro propulsore. La preoccupazione di attenuare le responsabilità del proprio paese nella persecuzione antiebraica - dell'Italia, il paese delle leggi razziali, del manifesto della razza, della esplusione degli ebrei stranieri, abbandonati alla mercè dei nazisti, della epurazione ebraica nella scuola, nelle università, nella pubblica amministrazione, il paese della Direzione demografica della Razza, al Ministero degli interni; il paese degli ebrei esclusi dal servizio militare, ma obbligati al lavoro forzato in guerra, il paese delle confische dei beni degli ebrei, dei campi di lavoro consegnati ai nazisti sotto la RSI. Il paese della più grande legislazione antisemita dopo la Germania - in cosa affonda le sue radici?

Sulla giornata della memoria non siamo d'accordo, perchè non siamo d'accordo sull'oggetto della memoria. Per questo non sarà mai una giornata di mera retorica e celebrazione, ma di scontro storico-politico anche aspro. Se pure venisse abolita, questa giornata probabilmente ormai sopravviverebbe. (gen. 2003)

* * *

Il regime fascista ha teorizzato l'equazione ebrei-antifascisti, ha prodotto una legislazione antiebraica, ha epurato gli ebrei da scuole, università e pubblica amministrazione, ha negato la cittadinanza agli ebrei stranieri che già la possedevano, cacciandoli dal paese, sotto occupazione la RSI ha concretamente e attivamente aiutato i nazisti nella persecuzione antiebraica. Migliaia di ebrei hanno perso la vita, molti di più hanno subito discriminazioni, umilliazioni, privazioni. Tutto ciò non è sufficientemente ripugnante? Non lo è ancora di più se si pensa alla natura politica della sua origine, al suo 'innesto in un paese, una società fino ad allora sostanzialmente immuni da razzismo e antisemitismo? (gen. 2003)

* * *

La maggior attenzione al genocidio degli ebrei, ha almeno quattro motivi: 1) E' avvenuto in casa nostra, in Europa e l'Italia ne è stata coinvolta come principale alleato del Terzo Reich: siamo il paese delle Leggi razziali (1938). E' qui che dobbiamo darci gli antidoti perchè non si ripeta. E di norma prestiamo più attenzione al nostro mondo. 2) Caso unico nella storia, quel genocidio è stato teorizzato e messo in atto con un sistema burocratico-industriale, per cui ogni elemento coinvolto, proprio come l'operaio della catena di montaggio, non aveva il controllo nè del processo, nè del prodotto, e non se ne sentiva responsabile. 3) La vittima era designata tale, non in ragione dell'esercizio di una qualche forma di opposizione, ma per via del suo solo essere ebreo. Senza conflitto. Un massacro fine a se stesso, senza guerra civile, senza terra da conquistare, senza popolo ribelle da sottomettere. 4) Quel genocidio è negato, a partire in particolare dagli anni '80, da pseudo-storici, simpatizzanti filo-nazisti con grande impatto mediatico. Ed ogni negazione, porta ad una riaffermazione. Anche del genocidio armeno ogni tanto se ne parla, soprattutto per dire e polemizzare con il fatto che la Turchia ancora si rifiuta di riconoscerlo. (nov. 2008)


Riferimenti:
Giorno della Memoria (Ucei)

Leave a Reply

Powered by Blogger.
© 2010 Massimo Lizzi Suffusion theme by Sayontan Sinha. Converted by tmwwtw for LiteThemes.com.