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Il diritto di morire



Io sono favorevole. La penso come Flores D'Arcais. Travaglio con il suo articolo è sprofondato sotto terra: peggio di un suicidio. Un testo da vero liberale alle vongole. Lo stesso atteggiamento offensivo, insultante di un qualsiasi esponente dell'Udc. Travaglio è un grande giornalista di cronaca giudiziaria. Non dovrebbe mai occuparsi di nessun altro argomento. Usa gli stessi argomenti degli antiabortisti. Sta a coloro che negano il diritto al suicidio riuscire ad argomentare questa loro negazione, senza insultare chi sceglie di suicidarsi. Se non ci riescono - e finora non ho letto o sentito nessuno che ci sia riuscito - forse c'è qualcosa che non va nella loro posizione.

Chi ha detto che il medico deve uccidere? Il medico assiste. Ti istruisce su come fare. Lui vigila sul fatto che tutto avvenga in modo indolore. D'altra parte, un medico non uccide un feto, futuro potenziale bambino? Lo fa in modo molto più diretto e cruento. Ma poi che sia giusto o no, rispetto ad un astratto parametro ideale (quale?), quello che conta è l'alternativa pratica, concreta. Come diceva Pannella: noi siamo favorevoli all'aborto, perchè l'alternativa è peggio: sono le mammane. Tutto qui. E l'alternativa al suicidio assistito è che la gente si ammazza da sola. Ieri un uomo ha buttato la moglie malata dalla finestra. E poi si è ucciso lui. L'anno scorso, qui sotto in giardino, in pieno giorno, con tutta la gente, tutti i bambini, un uomo della stessa età di Magri, si è seduto su una panchina, ha estratto la pistola e si è sparato in testa. Perchè dovrebbe essere meglio questo?

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Il suicidio non è un fatto complicato da mille implicazioni etiche? Il feto è una vita già esistente. In pochi mesi diventa bambino. E ha tutta la vita davanti. Non esiste un argomento razionale per sostenere che assistere al suicidio di un ottantenne, sia peggio che uccidere un feto. Non bisogna lasciare gli aspiranti al suicidio da soli? Forse che bisogna lasciare sole le mamme che vogliono abortire? Cosa c'entra l'esigenza di dare risposte con il riconoscere che l'ultima parola è della persona, per cui gli puoi dare tutte le risposte che vuoi, però alla fine decide lui. O lei. Noi siamo una unità psicofisica. Non ha senso fare una discriminante sulla base organica della malattia. La depressione può essere peggio di un tumore. In ogni caso, chi altri può stabilirlo, chi altri può sindacare il motivo, se non colui che vuole morire?

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Nel caso del suicida le vite in gioco possono essere anche centinaia. Un pilota d'aero lasciato dalla sua fidanzata, andò a schiantarsi su un monte con tutto l'equipaggio. Dalla scatola nera risulta la disperata conversazione con la pilota assistente che cerca di dissuaderlo. Un uomo che si butta dalla finestra può ammazzare chi passa di sotto. Un uomo che si suicida con la pistola può ammazzare un passante. Un uomo che si suicida con il gas, può far esplodere un condominio. Ce n'è di gente che per ammazzare se stessa ha fatto una strage. Ma anche se uno riesce ad ammazzarsi bene da solo, in un giardino pubblico, in pieno giorno, davanti a tutti, non riesco a capire perchè sia meglio, più civile. Nè capisco perchè, in termini etici, sia più grave assistere un ottantenne che uccidere un feto. Certo, neanche a me possono chiedermi di fare da assistente. Non possono chiedermi neanche una puntura, per prelevare il sangue dalla punta del dito indice. Figuriamoci se praticherei un aborto. Insomma, non mi è mai passato per la mente di fare il dottore. E neanche l'infermiere.

L'idea che dare un supporto istituzionale al suicidio, significhi favorirlo, è la stessa degli antiabortisti. Riconosci un diritto, dai un servizio e... sicuramente tutti vengono ad ammazzarsi. E chi deve accoglierli sicuramente li ammazza subito. E tutte abortiscono. E tutti divorziano. E tutti diventano gay. Per me non c'è da fare nessuna graduatoria. Io sto bene, non sono nè malato, nè depresso. E però se per i cavoli miei, voglio ammazzarmi devo poterlo fare. E' civile che lo stato mi assista.

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Questa idea che lo stato debba assistere, serve proprio per eliminare il dolore. Così come l'idea opposta, dato che non può impedire il suicidio, vuole almeno infliggere la punizione del dolore. Siamo in pieno moralismo cattolico. Io non ho nessuna certezza granitica, infatti non voglio decidere per l'altro: rispetto la sua volontà, il suo mistero. Ne prendo atto. Io immagino che Lucio Magri abbia lottato contro la sua depressione. Che ne abbia parlato ai suoi amici più intimi anche per chiedere aiuto. Che tutti abbiano cercato di dissuaderlo. Hanno avuto la delicatezza di informarci che ha provato due volte. Ed è tornato indietro. Non era povero. Non era derelitto e abbandonato. Sicuramente poteva scrivere sul Manifesto quando voleva. Con il suo libro era tornato a girare per l'Italia per presentarlo. Poteva fare il conferenziere. Persino all'estero, dato che è stato tradotto in Inghilterra, Spagna, Brasile, Argentina. Non voleva più vivere. E' un dolore per me. Figurati per chi gli era vicino. Non voleva più vivere. Punto.

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Non c'entra niente il boia. Il boia uccide. Qui si tratta solo di permettere ad una persona di andarsene e di aiutarla a farlo in modo indolore. Spero di non averne mai bisogno, ma se un giorno sarà, spero di trovare un medico che mi aiuti. Non puoi farti carico di una persona oltre e contro la sua volontà. Puoi circumnavigare tutto quel limite per vedere se puoi passare da qualche parte. Ma se alla fine non riesci devi prendere atto. E aiutarlo nella sua ultima volontà. Tu come stato.


Eutanasia e suicidio assistito

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