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Le olgettine sono vittime?



Se riferito alla decisione del tribunale, si tratta di una dichiarazione potenziale. Cioè: una invitata, Chiara Danese, che si è astenuta dal partecipare ai riti previsti dalla serata e che, sembra, lei nemmeno si aspettasse, almeno non in quei modi, quelle forme, quei livelli, ha deciso di costituirsi parte civile contro gli imputati.

Il tribunale ha deciso che questa decisione può essere presa anche dalle altre olgettine, Se lo vogliono, possono ripensare a quello che hanno fatto e valutare se davvero volevano farlo. Credo però questo non escluda la valutazione caso per caso, la verifica della credibilità della richiesta.

Se può farlo una, possono farlo anche le altre. Bisogna poi vedere come lo motivano.

Un conto è ragionare del caso della signorina X e di quello della signorina Y, e allora valuteremo le differenze tra la De Nicolò e la Danese (i due estremi).

Un conto è ragionare delle olgettine come soggetto, come insieme.

Sotto il profilo penale dovrebbe comunque ritenersi vittime le ragazze a cui è stato proposto di concedere favori sessuali in cambio di qualsiasi compenso, per il reato di induzione alla prostituzione.

531-536 CP appartiene al gruppo di articoli del reato sfruttamento della prostituzione
— induzione alla (—) e lenocinio. Sono previsti dai nn. 4 e 5 del citato articolo. Risponde di tale delitto chiunque recluti una persona al fine di farle esercitare la (—) o ne agevoli a tal fine la (—) nonché chiunque induca alla (—) una donna di maggiore età, o compia atti di lenocinio, sia personalmente in luoghi pubblici o aperti al pubblico, sia a mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità. 




Una olgettina (o una prostituta) presta sesso per accedere a delle risorse. Prende una scorciatoia. O l'unica strada che crede possibile. Se potesse accedere saltando quel percorso, lo salterebbe.

E' il dover passar di lì che rende la sua posizione diversa (e subalterna) rispetto alla sua controparte. La De Nicolò non è inferiore nel confronto con una donna "proba". E' inferiore al padrone a cui si sottomette.

In questa condizione di inferiorità, di subalternità, di servitù, lei è vittima, anche se per se stessa non concepisce niente di meglio, anzi riesce pure a sentirsi fortunata e privilegiata. E lo sarà pure nel girone delle serve, delle mancate serve, delle aspiranti serve. Ma in quel girone sta, in quel girone compete. E in quella collocazione è vittima.

Se non lo fosse, anche nella sua squallida filosofia, non sarebbe lei a dover vendere sua madre, piuttosto sarebbe lei a comprare la madre degli altri.

Una donna (immorale e depravata quanto si vuole) che si compra il sesso che le piace e dispone lei delle risorse da redistribuire, per compensare questo o quello, una donna così, non è una vittima.


«Tutte vittime le ragazze del bunga bunga» - Repubblica 22 novembre 2011
Olgettine, ma davvero sono vittime? - Europa 23 novembre 2011
Terry e le radici dell'etica del successo - La Stampa 22 settembre 2011

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