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Razzismo pseudosociologico

La criminalizzazione della razza geneticamente determinata è solo uno dei modi di razionalizzare il razzismo. Il più diretto, il più ideologico. E’ il metodo pseudobiologico. Ma ne esistono anche altri, che si sono affermati dopo la vergogna del nazismo, ma che già esistevano ai tempi del colonialismo.

Il metodo pseudoantropologico. L’etnia è identificata con una cultura arretrata, per cui il tal popolo non è degno della democrazia, della libertà, dei diritti civili, ed i suoi membri ne sono di conseguenza esclusi.

Il metodo pseudosociologico. L’etnia è identificata con una condizione sociale, ad esempio i poveri. In questo caso la criminalizzazione dell’etnia, passa attraverso la criminalizzazione dei poveri: per non morire di fame non possono che rubare. E dato che noi non abbiamo i mezzi per sfamarli non possiamo che respingerli o cacciarli via. Lo stesso Bossi dice: “Sono dei poveracci, ma non possiamo farci niente”.

Con quel "non possiamo farci niente" si annulla la differenza pratica tra la ragione innata e quella socio-economica o culturale: la modificabilità della condizione altrui. Questo ricorso alla motivazione socio-economica per spiegare il presunto essere negativo del migrante, non chiama in soccorso la politica sociale ed economica per affrontare e risolvere il problema, in quanto ne mancherebbero i mezzi. Predica soltanto la costruzione di una fortezza. Alla fine il dispositivo è lo stesso che può derivare da una motivazione esplicitamente razzista: l’eclusione. L’una e l’altra descrivono una condizione (il carattere innato o la marginalità) che in un tempo umanamente ragionevole si rappresenta ugualmente immodificabile.

Qual è la differenza tra il razzista pseudobiologico, quello pseudoantropologico e quello pseudosociologico? Io non ne vedo nessuna. 

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