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Una dichiarazione di voto andrebbe scritta prima dell'apertura delle urne. Avrei potuto e dovuto scriverla ieri. Ma questa è soltanto una confessione. Sto per andare a votare Giuseppe Civati alle primarie del PD, nonostante il Partito democratico non sia il mio partito, i candidati siano tutti maschi, e veda in questo tipo di consultazioni più un surrogato che non un reale strumento di partecipazione. 

Tuttavia, è quello che abbiamo. La sinistra antagonista è dispersa e frammentata, priva di un rilievo nazionale. Allo stato delle cose, qualsiasi prospettiva di cambiamento non potrà prescindere dal Partito democratico. Motivo per cui, è probabile cambierà poco e nulla, se il cambiamento dovrà dipendere prevalentemente dalla dialettica politica. Possiamo confidare di più nei movimenti, ma pure i movimenti non godono di una salute straordinaria. Senza illusioni, con tutto il disincanto possibile, non costa nulla (ok, costa due euro) scegliere tra i tre, il candidato più a sinistra. In sincerità, Gianni Cuperlo non mi dispiace. Mi sembra una persona per bene, colta e competente. Appassionata quanto basta. Forse l'accusa di essere solo l'espressione del vecchio apparato e di D'Alema in particolare, non gli rende giustizia. Umanamente, lo sento il più simile a me. 

Pippo Civati, il candidato più internettiano, conduce un blog dai tempi di Splinder, pare avere un profilo più preciso su alcune questioni. La lotta alla corruzione, la depenalizzazione dei reati minori, è l'unico che sfiducerebbe la ministra della Giustizia Anna Maria Cancellieri per il caso Ligresti. Sulle questioni economiche e fiscali, è per la tassazione progressiva e l'introduzione di un reddito minimo garantito. E' il solo che vorrebbe mandare a casa il governo, sciogliere ogni vincolo con la destra, fare soltanto una riforma elettorale, per tornare al Mattarellum, è andare a elezioni anticipate.

Matteo Renzi lo avverto il più distante di tutti. Non credo sia come Berlusconi. Fisicamente somiglia un po' a David Cameron, il premier conservatore britannico. E' quello del sindaco d'Italia e delle politiche di Ichino sul lavoro. Quello che insiste sulle privatizzazioni e rimanda sine die la patrimoniale.

Civati ha un profilo netto sull'estensione dei diritti civili agli omosessuali, è senza equivoci e tentennamenti favorevole ai matrimoni egualitari per i gay e alle adozioni per le coppie gay. Nel suo documento ha apertamente posto la questione femminiile che lui chiama questione maschile per intendere che il problema è il maschilismo, tanto radicato in questo paese. E' stato l'unico durante il confronto su SkyTg24 a far notare che i presenti (contendenti e intervistatore) erano tutti maschi. Forse in lui, più che una questione centrale è ancora una questione aggiuntiva, ma può essere un inizio ed è un indedito nella politica italiana.

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