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Un blog intoccabile - Fanciulle contro Amazzoni (?)

Leggo questo e questo. Ammetto che sono allibita. Seguo Femminismo a sud da un po' di tempo e con molto interesse. Alcune cose loro le ho postate qui, diverse sulla mia pagina Fb. Questo a prescindere dal fatto che non sia sempre d'accordo con loro (es. prostituzione). Perfino in 'sto benedetto intoccabile blog sono incappata poichè linkato ripetutamente dalla loro pagina Fb. Ed infatti il mio primo commento a caldo (certo polemico ma sicuramente non scorretto) di credo un paio di righe, l'ho fatto lì. Mi è stato cancellato senza dire una parola. Non mi è successo neanche in una accesa discussione con la terribile Terragni. E ho scritto "a caldo" non a caso. Perchè se anche una non mette le proprie viscere sul tavolo, 'ste viscere ce le ha. Un proprio vissuto magari denso, che se anche non viene offerto come argomento è il fondamento dei propri argomenti (condivisibili o meno). Avere scelto di commentare lì dove il blog era linkato ripetutamente, non è un caso. Il dialogo, lo scambio, lo volevo con chi fa politica. A me interessava il punto di vista di chi seguo da tempo con interesse, pur nella diversità di idee, perchè mi facesse comprendere ciò che a me risultava incomprensibile: il senso di questi post, di questi contenuti, per comprenderne la direzione che a me pare allontanare dall'obiettivo. A me.

Poi c'è stato questo scambio qui da noi, dove semplicemente si sono esposte le nostre perplessità e i nostri giudizi partendo da quei testi, di cui per la verità non è stata fatta l'analisi logica che in effetti meriterebbero. Quella analisi logica che di solito facciamo di altri testi, quella che normalmente fa Femminismo a sud su tutto ciò che crede (articoli di giornale e blog) senza per questo autoassegnarsi il titolo di ronda virtuale. Con il dettaglio, va precisato, che quando scriviamo qui (e anche su Fb per quanto mi riguarda) scriviamo a titolo personale. Ognuno conta uno. Non siamo un collettivo e non ci definiamo "Femminismo sarcazzocosa". Quando scrivo, scrivo io. Non è "un femminismo" che scrive.

I miei pensieri, le mie considerazioni, i miei giudizi, sono miei. E con questo cerco di parlare anche rispetto alle obiezioni in cui è saltato fuori questo presunto scontro tra ortodossia e non so bene cosa. Se io faccio un ragionamento, per esempio sulla prostituzione, non è che sto parlando a nome di qualcuno. Parlo a nome mio. Se porto avanti le mie argomentazioni, immagino siano quelle che il mio interlocutore debba smontare in una dinamica di confronto. Il punto non è qual è il ragionamento più femminista ma quello che funziona di più rispetto al principio che si intende affermare. E' per questo, peraltro, che trovo particolarmente interessante e formativo per me questo tipo di confronto con chi mi pare di condividere proprio gli stessi principi. E' per questo che mi interessava il punto di vista di FaS rispetto alle mie grosse perplessità sui link da loro postati. Ieri ho letto ancora un tentativo di discussione sulla loro pagina fb, chiuso etichettando il tutto come mancanza di rispetto e disturbo (più o meno) con annesse scuse di chi aveva osato fare delle semplici domande, per nulla urlate, in una normalissima (ed aggiungo auspicabile) dinamica di confronto su temi politici. Insomma l'evviva della dialettica interna e dell'ascolto.

Ecco, questi 27 post, di cui diversi in favore dei contenuti espressi in quel blog, e quasi tutti che riportano link e testi dell'intoccabile blog, alla faccia della censura. Qualche commento (per quello che mi riguarda uno: non me ne faccio cancellare due. Perchè parlare con chi non vuole neanche sentire?) cancellato e censurato (a proposito di autoritarismo e controllo) sulla loro pagina Fb. E sempre lì ancora un tentativo di confronto perentoriamente interronto e chiuso con le scuse di chi è stato additato come irrispettoso, praticamente un disturbatore. Questo diviene "un branco di gente che dice di difendere i diritti delle donne che tallonano una donna per farle correggere “registro” del suo blog". Queste sono le "ronde virtuali". No, questa è mania di persecuzione. In una parola, sono cagate. Aggiungo inaspettate. ma poco importa la mia sorpresa. 'Sta polemichetta, che mi pare abbia assunto proporzioni imbarazzanti, la liquido come cagata.

A riprova che di cagata si tratta:

Da ciò che vedo parrebbe essere una crociata quella di smontare le donne che hanno subito violenza e che la raccontano senza farsi editare il testo da lui o dal suo entourage di amiche. Forse per l’abitudine a “difendere” donne mute, evidentemente, perché quelle parlanti e autodeterminate invece che ascoltarle si sente l’esigenza di aggiustarle e censurarle. E deve prendersi tanto sul serio se ritiene per davvero di poter farmi stare zitta con questo piglio paternalista e autoritario. Perché se sono sopravvissuta ad un uomo che mi ha quasi uccisa, ad ogni violenza, a tutto quello che ho passato, pensa davvero costui che io non possa sopravvivere a un agente virtuale in servizio a tutela del buon nome e della onorabilità dei tutori? Ma poi, giusto per dire, si rende conto costui che non è per nulla “femminista” armarsi contro una donna che racconta della violenza che ha subito motivato dalla discussione con una serie di fanciulle sedicenti offese che lo fanno sentire il salvatore delle vittime della perfida narratrice? Chiedo: com’è che costoro hanno delegato a LUI il compito di aggiustatore della blogger non ortodossa? (L'agente virtuale a tutela della onorabilità dei tutori)
A proposito di autoritarismo, controllo, violenza, censura, retorica antifemminista, si pretenderebbe che non si esprimesse nessun parere, nessun dissenso. E se non ci si mette in riga rispetto a questo diktat, dopo deliranti accuse di immaginarie ronde (che hanno la sola colpa di esprimere dissenso!) immancabili arrivano le offese e, come sempre, donne che esprimono un ragionamento sono ridotte a "entourage di amiche" (che brutto vizietto ripescare in questo becero repertorio). E, come sempre, si esaurisce il tutto a una squallida diatriba al femminile di un primato delle une sulle altre. Le fanciulle contro le amazzoni, le donne mute contro le straparlanti. L'interlocutore maschile invece è paternalista a precindere. si finge solidale per essere gratificato. E da chi? Da qualche fanciulla, ovviamente. Tranne gli uomini del collettivo FaS, naturalmente. Ribadisco: cagate. sempre più imbarazzanti.

E ribadisco il mio stupore nel vedere che questo livello e registro di discussione sia difeso (altro che vittimizzazione della vittima!) proprio da Femminismo a sud. Mi stupisce davvero molto. Ma del resto, che l'impostazione di quel blog fosse questa, si coglieva già in alcuni post, in cui c'è spesso un giudizio feroce sulle donne. Giudizi che vanno ben al di là della semplice esperienza personale.  (TK)

Tratto da: www.metaforum.it
Vedi anche: «Finchè morte non vi separi» un blog imprudente


N.B. Il blog «Finché morte non vi separi» non è più accessibile. I suoi post sono stati trasferiti sul blog «Al di là del buco». Questo era l'indice originario. Tra i post trasferiti, mancano però quelli con i quali l'autrice rispondeva alle critiche ricevute da questo blog e da altre fonti, i quali avevano per titolo: Chi ha paura del confrontoL'agente virtuale a tutela della onorabilità dei tutoriRonde virtuali: not in my name!Ma non era dal personale al politico?  (23.03.2013)

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