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Nuova Zelanda dopo la legalizzazione della prostituzione



Che cos'è realmente accaduto in Nuova Zelanda 
dopo la legalizzazione della prostituzione nel 2003?


Melissa Farley
(Traduzione di Maria Rossi)


1 La violenza contro le prostitute è continuata dopo che la prostituzione è stata legalizzata in Nuova Zelanda, come accertato dal Comitato di verifica della legge. La Relazione è disponibile all'indirizzo web: justice.govt.nz

2. Lo stigma e il pregiudizio contro la prostituzione e la vergogna ad essa associata sono continuati anche dopo la legalizzazione della prostituzione.

3. La prostituzione in strada nelle città della Nuova Zelanda è drammaticamente aumentata dopo la legalizzazione della prostituzione nel 2003.

4. Vi è un'inadeguata protezione dei bambini dal coinvolgimento nella prostituzione dopo l'introduzione della regolamentazione della prostituzione.

5. Il Dipartimento di Stato degli USA ha notato il verificarsi della tratta di donne e bambini in seguito alla legalizzazione della prostituzione in Nuova Zelanda.

La legalizzazione non può fermare la violenza, l'abuso e lo stigma che sono incorporati nella prostituzione. La prostituzione è aumentata drasticamente in Nuova Zelanda in seguito alla legalizzazione del 2003, con un incremento del 200-400% della prostituzione di strada ad Auckland.
La prostituzione dei bambini e dei giovani è aumentata, mentre le agenzie umanitarie dichiarano che i bambini indigeni Maori sono a più alto rischio di prostituzione.
Quando la prostituzione è stata legalizzata, nei quartieri sono state ingaggiate battaglie legali relative alla localizzazione dei bordelli. Nell'ottobre 200, genitori sgomenti hanno scoperto che un bordello era situato nello stesso edificio di un centro di assistenza all'infanzia. Dopo la legalizzazione della prostituzione "noi non crediamo di poter adire le vie legali per impedire ciò" ha detto il direttore del centro ( “Brothel Shares Childcare Building”OneNews NZ, Oct 14, 2008).

"La maggior parte delle donne prostituite con cui parlo non sembra curarsi dei propri diritti. Lo stigma e la vergogna di prostituirsi è ancora molto forte, anche dopo la legalizzazione. Le donne che vedo percepiscono intensamente il pregiudizio di cui sono oggetto. Una delle donne con cui operiamo è stata stuprata mentre si prostituiva, dopo l'introduzione della legalizzazione. Ci ha detto, tuttavia, che riteneva che "ciò fosse parte integrante del lavoro" della prostituzione. Nessuna delle donne con cui ho lavorato mi ha detto di aver sognato da bambina di diventare da adulta una prostituta". (Direttore di un'agenzia di Auckland che offre servizi alle donne coinvolte nella prostituzione).

La Commissione di verifica della nuova legge sulla prostituzione in Nuova Zelanda ha pubblicato un rapporto sul funzionamento della riforma del 2003.

1 La violenza sulle prostitute è continuata dopo che la prostituzione è stata legalizzata in Nuova Zelanda, come accertato dalla Commissione di verifica della legge.
"La maggioranza delle sex workers ha affermato che la legge poteva far poco contro la violenza che si verifica [nella prostituzione]" (p.14)
Il 35% delle sex workers ha riferito nel 2007 che negli ultimi 12 mesi era stata costretta ad avere un rapporto sessuale non desiderato con un cliente. (p.46).
La maggioranza delle intervistate ha affermato che la legalizzazione non ha comportato la riduzione della violenza dei clienti ed ha affermato che la violenza costituisce inevitabilmente una componente dell'industria del sesso. (p.57).
La Relazione rileva che "poche" sex workers, indipendentemente dal fatto che si prostituiscano all'interno o all'esterno di un edificio, hanno denunciato alla polizia un episodio di violenza o un reato commesso contro di loro (p.122).
Molti proprietari di bordelli hanno mantenuto in vigore gli stessi accordi contrattuali di sfruttamento che esistevano prima che la prostituzione venisse legalizzata. Spesso non esistono contratti scritti o sono di cattiva qualità (p.157).

2.Lo stigma e il pregiudizio contro la prostituzione e la vergogna ad essa associata sono continuate dopo la legalizzazione della prostituzione.
La Commissione di esame della prostituzione in Nuova Zelanda ha dichiarato: "Nonostante la legalizzazione, le persone coinvolte nell'industria del sesso continuano ad essere socialmente stigmatizzate" (p.154).

3 La prostituzione di strada nelle città della Nuova Zelanda è aumentata drammaticamente dopo che la prostituzione è stata legalizzata nel 2003, secondo molte informazioni e secondo la relazione della stessa Commissione di esame della prostituzione in Nuova Zelanda.
Nel 2006 un avvocato di Auckland ha definito la legalizzazione un "disastro" che si è tradotto in un'"esplosione" della prostituzione dei bambini ad Auckland e a Christchurch, in tre omicidi delle persone che si prostituiscono e nelle lamentele delle imprese locali per la prostituzione che avviene nei loro locali e per l'impiego dei profilattici che sporcano strade e porte. («Barristerlabels prostitution law ‘a disaster’»).
Mama Tere Strickland, una operatrice di strada maori (che nel 2004 è venuta a Berkeley a dichiarare la propria contrarietà alla Misura Q) ha dichiarato che nel 2005 il numero delle persone che si prostituiscono in strada ad Auckland è aumentato del 400% in seguito alla legalizzazione.
La Commissione di esame della prostituzione in Nuova Zelanda afferma che la prostituzione di strada ad Auckland è più che raddoppiata in un solo anno: dal 2006 al 2007 (p.118).
"Le stime indicano che il numero delle prostitute di strada in Manukau City può essersi quadruplicato dal giugno 2003" (Manukau City Council, Report of Manukau City Council on Street Prostitution Control).
La Commissione di esame della prostituzione in Nuova Zelanda osserva che i cittadini "lamentano l'aumento della prostituzione di strada in due grandi comunità in Nuova Zelanda: Christchurch e Manukau" (p.16).

4 Vi è un'inadeguata protezione dei minori dal coinvolgimento nella prostituzione
In virtù della legge che regolamenta la prostituzione in Nuova Zelanda, la polizia non ha il diritto di entrare nei bordelli e non ha il diritto di chiedere la carta d'identità alle persone che esercitano la prostituzione - in tal modo è estremamente difficile compiere accertamenti per sospetta prostituzione minorile, come confermano gli agenti di polizia che chiedono che la legge venga modificata (p.109).

5. Il Dipartimento di Stato degli USA ha constatato la presenza della tratta di donne e bambine in seguito all'introduzione della regolamentazione della prostituzione in Nuova Zelanda.
Il rapporto sulla tratta degli esseri umani redatto dal Dipartimento di Stato degli USA osserva che la Nuova Zelanda è afflitta dalla tratta, all'interno del territorio, di donne e bambini a scopo di sfruttamento sessuale commerciale e che esistono condizioni di schiavitù per debiti e situazioni di confisca dei documenti e donne provenienti dall'Asia, dalla Repubblica Ceca e dal Brasile che lavorano illegalmente come prostitute. 

6. La Commissione di esame della legge sulla prostituzione è stata parziale e palesemente favorevole all'industria del sesso.
"Per le persone le cui opzioni di impiego possono risultare limitate, il lavoro sessuale e, in particolare, quello di strada, è in grado di offrire una facile opportunità di guadagno".

3 Responses to “Nuova Zelanda dopo la legalizzazione della prostituzione”

  1. traduzione al volo della conclusione della relazione:

    Conclusione e Future verifiche
    http://www.justice.govt.nz/policy/commercial-property-and-regulatory/prostitution/prostitution-law-review-committee/publications/plrc-report/report-of-the-prostitution-law-review-committee-on-the-operation-of-the-prostitution-reform-act-2003
    Rapporto PLRC - Conclusione e futura revisione

    Il PRA (Prostitution Reform Act 2003) è in vigore da cinque anni. Durante questo periodo, l'industria del sesso non è aumentata di dimensioni, e molti dei mali sociali previsti da alcuni che si sono opposti alla depenalizzazione dell'industria del sesso non hanno avuto luogo. Nel complesso, il PRA è stata efficace nel raggiungere il suo scopo, e il Comitato è convinto che la stragrande maggioranza delle persone coinvolte nell'industria del sesso sono meglio sotto il PRA di quanto non fossero in precedenza.

    Tuttavia, i progressi in alcuni settori sono più lenti di quanto si sperava. Molti lavoratori del sesso sono ancora vulnerabili a condizioni di lavoro di sfruttamento, e ci sono ancora segnalazioni di lavoratori di sesso di essere costretti a prendere i clienti contro la loro volontà. Tuttavia, è incoraggiante notare che la maggior parte dei lavoratori del sesso contattati durante la ricerca per questa relazione sono consapevoli del loro diritto di dire 'no', e che il comportamento di alcuni operatori bordello a questo riguardo è migliorata dopo l'emanazione del PRA.

    E 'un dato di fatto che le tradizioni e gli atteggiamenti sviluppati nel corso di molti anni, non possono essere modificate durante la notte. Il Comitato riconosce che resta disapprovazione e disgusto di alcune persone per le persone che lavorano nell'industria del sesso e la sfiducia e il sospetto diretto verso le autorità da parte di alcune persone nell'industria del sesso. In questo clima, il Comitato ritiene che un periodo di costruzione di relazioni, sarà necessario prima che i diritti e le responsabilità di coloro che sono nell'industria del sesso si realizzino pienamente. Le persone che lavorano nell'industria del sesso, e coloro che lavorano nelle organizzazioni che si occupano con l'industria del sesso, hanno bisogno di fare sforzi positivi di lavorare insieme. Le raccomandazioni in questo rapporto riflettono questa visione.

    Il Comitato non ritiene ulteriore riesame del funzionamento del PRA è necessario in questa fase. Tuttavia, poiché l'attuale revisione è stato intrapreso un periodo relativamente breve dopo la depenalizzazione, e perché alcuni dei cambiamenti previsti nel settore hanno tardano ad attuarsi, il Comitato è del parere che una valutazione dell'impatto del PRA deve essere effettuata in una data successiva. Entro il 2018, quindici anni dopo la sua entrata in vigore, l'impatto a lungo termine del PRA sarà molto più chiaro. Tale revisione dovrebbe includere una valutazione se il PRA può raggiungere il suo scopo, se le conseguenze non si sono verificate (in positivo o negativo), e se il PRA richiede modifiche.

    La ricerca fatta per la revisione della commissione e la relazione può fungere da dati di base per ogni futura revisione. Le raccomandazioni del Comitato per quanto riguarda il monitoraggio continuo del numero di lavoratori del sesso in Nuova Zelanda (vedi capitolo due) faciliteranno inoltre ogni ulteriore valutazione dell'impatto del PRA.

    (Aggiungo per completezza di informazione che l'autrice del post pubblicato da Massimo è Melissa Farley classe 1942, un'attivista contro la pornografia e contro la "prostituzione" , ovvero si posiziona come proibizionista. Effettivamente si capisce effettivamente dalla selezione mirata che lei riporta dei passi della relazione.)

  2. Concordo con quanto specificato da Rho Ckher, ho letto anche io il Raporto PLRC.
    Posso confermare che solo una mente pregna di pregiudizi ideologici come quella di Melissa Farley poteva riassumere i contenuti di questo studio dandone una simile lettura. Il rapporto di 150 pagine dice ben altro e sottolinea quanto sia ancora importante sostenere la corretta applicazione della legge e il miglioramento dell'informazione dei lavoratori, molte altre cose sono crucciali invece che le sterili e strumentali critiche dellla vecchia nota proibizionista Farley. Per non parlare poi della strumentalizazione fatta citando il rapporto del Dipartimento di Stato degli USA sulla Tratta, tutti gli adetti al lavoro sanno che gli Stati Uniti sostengono le politiche proibizioniste sulla prostituzione, tanto da tagliare anche gli aiuti umanitari ai Paesi che non fanno come loro la lotta alla prostituzione. Il Dipartimento ha sempre attaccato nel suo rapporto ogni Paese che ha regolamentato la prostituzione accusandoli di non fare abbastanza contro la tratta.

  3. Riguardo allo scritto della Farley si può appriofondire qui: http://www.academia.edu/1039197/Comment_on_Melissa_Farleys_claims_regarding_decriminalisation_of_sex_work_in_New_Zealand

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