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Nocensura.com ama gli oppressi, ma non i rom

Il blog Nocensura.com ha una pagina su Facebook con 417 mila fans. Moltissimi di sinistra. In effetti, sembra trattarsi di una pubblicazione di sinistra. Come da titolo, è contro la censura: "Dice le cose che nessuno ti dirà". Perchè, se non stiamo attenti i media ci faranno odiare le persone che vengono oppresse ed amare quelle che opprimono.

Tra le cose che nessuno ci dirà, compare per due volte una notizia riportata dal Corriere della Sera e dai principali quotidiani, ma che la pagina FB preferisce linkare da Signoraggio.it, relativa all'incontro tra il presidente della camera dei deputati Laura Boldrini e la comunità Rom della capitale. Incontro durante il quale, Boldrini dichiara che i Rom possono essere orgogliosi della propria storia, che bisogna fare di più per farla conoscere, per renderla nota ai giovani; altrimenti prevale il pregiudizio e con esso la discriminazione. E annuncia due richieste al parlamento: il riconoscimento dei rom tra le minoranze culturali tutelate e l’eliminazione dei campi rom a “favore di case popolari”. Due richieste di elementare civilità, che però, secondo la fonte, avrebbero generato lo stupore di tutti i cittadini italiani. La stessa fonte non manca di chiosare in conclusione che probabilmente sarebbe meglio destinare le case popolari alle famiglie italiane che si trovano in condizioni disperate. Chiosa introduttiva al primo post direttamente sulla pagina di FB. La notizia è commentata da oltre duecento interventi. Molti gli insulti vergognosi contro la comunità Rom e contro la stessa presidente della camera.

Le teorie del complotto sul signoraggio sono diffuse nelle aree politiche rosso-brune o nè di destra, nè di sinistra, Che, quando si parla di nazionalità o di altre diversità, fanno prevalere nettamente il bruno sul rosso, la destra sulla sinistra. Così anche sui Rom, invece delle cose che nessuno ci dirà, ritornano i feroci pregiudizi di sempre.

Pregiudizi suggeriti dallo stesso articolo linkato, il quale sembra sostenere che: 1) i rom non siano italiani; 2) gli italiani abbiano un diritto di precedenza o siano più disperati; 3) i Rom possano fare a meno delle case perchè in fondo sono nomadi, quindi parassiti, per i quali non si dovrebbero spendere soldi.

I rom sono 160 mila in Italia, lo 0,2% della popolazione. Il 70 per cento è nato in Italia. In 70 mila hanno la cittadinanza italiana (Repubblica, agosto 2010).

Il 60 per cento dei rom sono nomadi o seminomadi. Dunque, non hanno fissa dimora e questa è una condizione disperata: sono ospitati in strutture procurate a titolo provvisorio da enti o associazioni di volontariato, oppure in campi abusi. Non si tratta di stabilire una corsia preferenziale per i nomadi, ma di considerare la loro condizione tale e quale la condizione di emergenza abitativa dei sedentari che perdono la casa, quindi di stabilire un principio di uguaglianza e pari opportunità nell’assegnazione delle “case popolari”. Come ha dovuto fare il comune di Roma.

Il 40 per cento dei rom ha una casa, quindi è già integrato. Da una ricerca realizzata nel 2010 per l'Osservatorio nazionale permanente per la tutela dei diritti fondamentali e il contrasto alla discriminazione, risulta che: il 75 per cento vive dove si trova da almeno quattro anni, il 61 per cento pensa ad un suo futuro migliore e immagina una casa. Sei su dieci un lavoro ce l'hanno (fra ambulanti, operai, muratori o nella raccolta del metallo) e che proprio il lavoro è in cima ai loro desideri (76,5 per cento). Ma anche che l'accattonaggio non è la norma (2 per cento), né il campare genericamente di 'espedienti' (12 per cento). Pochi i domatori, trapezisti e musicisti (5 per cento) e ancora più rari i giostrai che, a sorpresa, sono meno dei mediatori culturali (3 per cento contro il 2,5). (...) quando gli chiedi: "Chi ti può aiutare a essere più felice?", il 55 per cento ti risponda "le istituzioni". Addirittura più della propria comunità (47,5). Una risposta da cittadini modello.

I rom non sono nomadi per cultura, ma per costrizione, a causa delle persecuzioni. Persecuzioni che di fatto proseguono con l'improvvisazione di periodici picchi emergenziali, per cui si procedere a sgomberi, senza offrire alternative, come hanno fatto per alcuni anni i nostri sindaci sceriffo, anche di centrosinistra, o persino a politiche di deportazione nazionale, come fece Sarkozy tre anni fa in Francia. Come altri paesi fanno alla chetichella. La Ue ha già denunciato di avere investito 20 miliardi di euro per i Rom, dal 2003, fondi spesi poco e male dai vari governi europei. Ricordo una intervista di un amministratore comunale italiano, il quale diceva che l'integrazione dei Rom è possibile, ma non conviene, perchè costa soldi e non porta voti. In termini elettorali sono molto più redditizi gli sgomberi. I Rom dell'est europeo emigrati dalla Romania o fuggiti dalle guerre balcaniche, in larga maggioranza vivevano in case, andavano a scuola e avevano un lavoro. Giunti ai nostri uffici stranieri per chiedere una sistemazione adeguata, si sono sentiti rispondere di appoggiarsi ai campi nomadi già esistenti.

Queste sono cose che vengono dette, ma molto raramente e poiché in genere non stiamo attenti, i media tradizionali e quelli pseudoalternativi ci fanno da sempre odiare i rom e amare i loro persecutori.

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