Post più vecchio Post più recente

Ragazze «per male» e altre categorie

Se categorizzare entro i limiti di una categoria svantaggiata o discriminata concorre a rinforzare lo svantaggio e la discriminazione, categorizzare le persone, o almeno i comportamenti individuali, è in certa misura inevitabile. E' stato detto, relativamente allo scandalo delle olgettine, che giudicare quelle ragazze è moralistico, censorio, è un riproporre la divisione tra ragazze per bene e ragazze per male, madonne e puttane. Ed è stato biasimato il fatto che siano state soprattutto quelle ragazze ad essere indicate al pubblico ludibrio, sovraesposte una infinità di volte con nome, cognome, e foto in primo piano.

Sono d'accordo. Se una ragazza si vende per accedere ad un posto, a delle risorse, prima di tutto bisogna mettere sotto accusa il sistema che la seleziona in quel modo, per rappresentarla come puro e semplice corpo, anzi di pezzi di corpo, o come «oca». Ma ciò vuol dire che, secondariamente, come nota a margine non si possa dire proprio nulla sulla complicità di quella ragazza? E' sempre è soltanto una vittima (come le bad girls di Donna Summer) oppure solo una persona libera che fa con diritto quello che vuole?

Credo che una persona possa fare ciò che vuole, finchè è innocuo per gli altri. Un individuo può fumare, bere, drogarsi, se non fa del male a nessuno, perchè no? Ma io, senza pretendere di proibire nulla, posso osservare che quel comportamento è nocivo per la propria salute? Posso criticare un ambiente, un sistema, una cultura che induce a quei comportamenti? O anche meno: ciascuno si veste come gli pare, va da sè. Ma io posso dire che un dato abbigliamento non mi piace? A me non piacciono le scarpe a punta. Sto infierendo su coloro che le indossano? A me non piacciono i cappelli con la visiera davanti, quelli tipici dei giocatori di baseball. Voglio imporre il cilindro a tutti?

Non mi piacciono i lavoratori che non aderiscono allo sciopero. Li chiamo crumiri. Sono già intollerante? In effetti, non ho ancora risolto il nodo se il picchetto sia una violenza ammissibile. Su questo sospendo il giudizio. Sul piano storico potrò avere una idea non edificante degli ascari? Se un indigeno vuole stare dalla parte dei colonizzatori, saranno fatti suoi. Il mio giudizio va ad interferire con la sua libertà di scelta? Qui però si tratta già di un comportamento che, forse, danneggia gli altri indigeni.

Ci sono comportamenti individuali che danneggiano gli altri, la cui critica però viene ugualmente tacciata di moralismo. Per esempio, quei comportamenti iscrivibili nella concorrenza sleale. Commercianti e imprenditori che evadono il fisco, corrompono la guardia di finanza, fanno i saldi fuori stagione, taroccano i prodotti, pagano tangenti. Se un politico chiede la tangente ad un imprenditore è concussione. Se è l'imprenditore che la offre, è corruzione. Non è così anche nello scambio tra sesso e potere? A danno di persone che hanno lavorato, studiato, percorso la strada corretta, legale, per arrivare al medesimo risultato. Non si può dire? E' moralismo?

Leave a Reply

Powered by Blogger.
© 2010 Massimo Lizzi Suffusion theme by Sayontan Sinha. Converted by tmwwtw for LiteThemes.com.