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Articolo 18, liberi di licenziare per «motivi economici»

La sostanza del nuovo articolo 18 voluto dal governo Monti-Fornero consiste nel fatto che i padroni potranno licenziare chi vogliono per "motivi economici". Mal che gli vada, pagheranno una multa. E' la monetizzazione del lavoro. Sarà esteso a tutti, ma non tutelerà più nessuno. Con l'articolo vigente, un licenziamento ingiustificato per motivi disciplinari o per motivi economici, comporta il reintegro. In alternativa il lavoratore può scegliere l'indennizzo e spuntare un buon indennizzo anche grazie alla possibilità del reintegro. Con il nuovo articolo 18, in caso di licenziamento ingiustificato per motivi disciplinari, il giudice potrà scegliere tra indennizzo e reintegro. Nel caso di licenziamento ingiustificato per motivi economici, il giudice dovrà obbligatoriamente decidere l'indennizzo, tra la quindicesima e la ventisettesima mensilità. Qualunque lavoratore l'azienda voglia espellere, perchè comunista, delegato Fiom, omosessuale, ebreo, madre incinta, etc. gli sarà sufficiente giustificare il licenziamento con "motivi economici" e se gli va male, pagare l'indennizzo. Il reintegro varrà ancora per il licenziamento discriminatorio, ma toccherà al lavoratore licenziato dimostrare che sia così e gli sarà molto difficile, poichè gli occorrerà la testimonianza dei colleghi, potenziali candidati al licenziamento per «motivi economici». Una tale disciplina dei licenziamenti, associata all'aumento dell'età pensionabile, è un dispositivo micidiale per i lavoratori ultracinquantenni.


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