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Allattamento al seno in pubblico

Facebook indulgente con la misoginia ingannevole è (coerentemente) inflessibile con le immagini di madri che allattano al seno. Riedizione virtuale del biasimo reale nei confronti dell'allattamento in pubblico. Che a volte dà luogo ad abusi molto sgradevoli.
Come il caso avvenuto in un albergo a Madonna di Campiglio. Nell'anno 2009, in epoca di esibizionismi senza confini, un direttore d'albergo chiede alla mamma di «nascondersi», mentre nutre il suo piccolo al seno. «Non è colpa mia se qualche cliente ha protestato», dice. suscitando giustamente la protesta dell'allora sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella. O il caso avvenuto al Prado, dove una signora, che si era permessa di dare il seno al neonato mentre si godeva i capolavori della pittura fiamminga, era stata pregata da un sorvegliante di accomodarsi alla toilette.
Tale biasimo esternato o persino agito non è solo moralismo e maleducazione. E' un comportamento socialmente nocivo, poichè induce le madri a differire il soddisfacimento della richiesta di nutrimento del bambino, a evitare di uscire oppure a nutrire il figlio con il latte in polvere, contravvenendo alle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, che raccomanda allattamento materno esclusivo per i primi 6 mesi. La raccomandazione che vale per le madri, non può non valere anche per il mondo circostante, parenti, amici, conoscenti, vicini, colleghi ed estranei, i quali, in ogni situazione, dovrebbero assumere un atteggiamento almeno non dissuasivo. Allontare, apostrofare o comunque importunare una donna che allatta, in qualsiasi luogo, dovrebbe essere un reato. E' evidente che le esigenze della madre e del bambino sono prioritarie rispetto al malinteso senso del pudore di un maschio adulto (il quale, per sostenere il suo punto di vista, è persino capace di paragonare l'allattamento ad un atto sessuale, ad una esibizione pornografica, o peggio ad un espletamento fisiologico).

Il senso del pudore che avversa la visione di certe pratiche naturali e fisiologiche e le trova vergognose, non si è formato in un astratto mondo dellle idee, ma nel concreto di reali ragioni igienico-sanitarie. Che non sussistono nel caso dell'allattamento materno.

Anche se l'allattamento è un atto naturale, non vuol dire che non possa essere difficoltoso. Specie in Italia dove abbiamo molti parti cesarei e i bambini non sono messi subito a contatto con la madre. Cosa che interferisce negativamente nel rapporto di intimità tra madre e bambino e quindi anche nella "naturalezza" dell'allattamento al seno. Nei reparti di maternità si fanno lezioni ed esercizi di postura. A volte la corretta postura riesce ad essere raggiunta con un seno e non con l'altro, mentre però è salutare l'alternanza. Se l'attaccamento del bambino non è corretto, la madre può sentire dolore, il seno può infiammarsi, avere le ragadi.
Insomma, quando una madre si trova con il bambino in un ristorante, in un parco, o in qualsiasi luogo pubblico è importante che corrisponda subito alla richiesta di nutrimento del bambino e non lo faccia aspettare per cercare il posto giusto. La sua posizione, la sua postura, il suo orientamento, dipenderanno dalla necessità di allattare in modo corretto, considerando che se non ha nessun ausilio, tiene per diversi minuti anche un peso sollevato.
E' evidente che l'essere "plateale" o "discreta" sia l'ultimo dei suoi problemi.
In quel frangente è la "platea" circostante che si deve adattare.
Come si dice... "Prima le donne e i bambini..."

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(...) In televisione e nella pubblicità. una donna mezza nuda per vendere, che ne so, una macchina, non disturba nessuno. le famigliole riunite a tavola, le nonne che accompagnano i bambini a scuola, gli stessi bambini (che vuoi che sia!). nè vedo orde di maschi italiani protestare per la loro sensibilità ferita da queste immagini sbattute in faccia ad ogni angolo di strada, in ogni casa a qualunque ora, su ogni rivista e perfino quotidiano.
Però un seno non visto, solo percepito come presente (ma hai mai visto allattare una donna? non mi pare si tratti di tette al vento. certo meno al vento di tante magliettine, toppettini, abitini griffati e non) in un contesto in cui solo un pervertito potrebbe intravedere qualcosa di sessuale, provoca scandalo, urta le sensibilità...si richiede discrezione!

Discrezione?
Ecco si, chiunque abbia pruriti strani, direi osceni, dovrebbe avere la decenza e discrezione di sparire quando una donna allatta. e se nello sparire si vergognasse anche un po', per avere solo pensato ciò che ha pensato, non sarebbe male.
Trovo scandaloso, offensivo, sporco, perfino immorale fare accostamenti tra una donna che allatta e la para-pornografia o non so che altra porcheria (Tk).

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(...) Viene da chiedersi se oltre a manipolazioni del senso del pudore altrui, volte a spingere l'allattamento artificiale si affianchi anche a altro, il ruolo della donna, per esempio.
E' curioso che, in una "cultura" in cui il corpo della donna viene oggettivato continuamente (in televisione a tutte le ore, sui giornali per vendere pure le gomme delle macchine) e viene usato impunemente, quando è in qualche modo percepito come epressione di libertà soggettiva (prendere il sole e perfino nutrire il proprio bambino) improvvisamente diviene motivo di scandalo. viene avvertito come prepotente, indiscreto, indecoroso, irrispettoso...
Stessa dinamica in Iran, con tutte le differenze del caso ma anche con le stesse contradizioni profonde. la donna non può disporre del proprio corpo, percepito come indecoroso, turbativo, scorgendo implicazioni sessuali solo dove una mente malata può intravederle. Alle ragazze si insegna un rigido senso del "pudore". Ecco, quelle stesse ragazze dovrebbero poi mettere a disposizione proprio il loro corpo magari ancora di bambina, al primo sconosciuto (forse un timorato "pudico") che altri decidono ne diventi il marito.

Un corpo femminile libero è impudico, un corpo femminile usato, no (Tk).


Riferimenti:

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